Alcaraz, perché i crampi | Gazzetta.it


Catizone, responsabile area fisico motoria della Fitp: “In cinque set l’atleta deve essere totalmente decontratto, altrimenti il dispendio energetico è più alto e arrivano i crampi”

Avere vent’anni ed alzare bandiera bianca contro un 36enne dopo due ore e poco più per crampi. Quello che è successo a Carlos Alcaraz durante la semifinale del Roland Garros contro Novak Djokovic è un caso più unico che raro, quasi incredibile, e tutti si sono chiesti come sia stata possibile una cosa del genere. Lo spagnolo ha dato la colpa alla tensione, alla sforzo di dover giocare contro Djokovic, ma parliamo di un giovane numero uno del mondo, già vincitore di Slam e che aveva già affrontato il serbo. Tra l’altro, al momento dei crampi, Alcaraz aveva appena vinto il secondo set e sembrava quello più in palla. Il professor Giovanni Catizone, responsabile area fisico motoria della Fitp e docente all’università Cattolica, dove insegna Teorie e Metolodologia dello sport individuale, ha provato a dare una spiegazione ed ha una sua teoria, ovvero un eccesso di lavoro di potenza di Alcaraz, con una massa muscolare imponente che avrebbe ovviamente dei pro e dei contro: “Prima di tutto bisogna vedere come si allenano questi ragazzi, perchè non è una novità che questi ventenni, di questa generazione, soffrano i tre set su cinque, che è completamente un altro sport – dice -. È come passare dall’allenare un podista che fa i diecimila metri a portarlo a fare una maratona. Certo, corrono tutti e due, ma con quantità e qualità diverse di lavoro. La grande capacità, la bravura, è quella di portare a coprire le due distanze mantenendo la brillantezza assoluta degli atleti. Vedendo giocare Alcaraz secondo me ha lavorato troppo sulla forza. Sono solo impressioni, ma se fosse vero, l’eccesso di esubero di forza ti porta, se non sostenuta da un’adeguata parte aerobica, ad avere un’esplosività incredibilmente alta, ma col passare del tempo se non sostenuta dal lavoro della resistenza, o hai i crampi o hai un infortunio”. 

PROBLEMI DI PREPARAZIONE 

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Preparazione sbagliata dunque? “Vedendo Alcaraz io ho notato, soprattutto nei quadricipiti, un eccesso di massa muscolare – continua Catizone-. La capacità di saper programmare da un 2 su 3 a un 3 su 5 sta prima di tutto nel cercare l’assoluta scioltezza muscolare in qualsiasi azione motoria. In cinque set l’atleta deve essere totalmente decontratto. Se gioca in contrazione il dispendio energetico è infinitamente più alto, e possono accadere incidenti simili. Per evitarlo bisogna lavorare tanto, a lungo, lavorare sulle fasce muscolari”.


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