Alla Domus Lascaris di Torino le sculture di Simone Benedetto

Prosegue il ciclo di mostre di arte contemporanea promosse dal Gruppo Building nella galleria indoor di Domus Lascaris, il palazzo razionalista nel cuore di Torino che ospita al piano terra uno spazio espositivo pubblico fruibile dall’esterno a chi percorre le vie Lascaris, Francesco d’Assisi e Dellala.

Dal 19 giugno al 10 settembre la collezione di 9 sculture “Animal Soul” di Simone Benedetto mostra al pubblico la visione del poliedrico artista torinese che, con le sue opere, intende rappresentare la metamorfosi della psicologia umana, e lo sviluppo della personalità nel passaggio dall’infanzia all’età adulta. Attraverso il ricorso ad archetipi apparentemente semplici quali il gioco, l’infanzia e la scoperta del proprio essere, Benedetto rivela la condizione più intima e pura dell’anima, raffigurando giovani esseri umani ancora in stretto contatto con il proprio sé, in relazione con il proprio io. È loro, quindi, il vero sentire senza pregiudizio, esattamente nel proprio tempo.

La collezione di opere, realizzata mediante materiali e tecniche diverse, utilizza il simbolismo del linguaggio figurativo per affrontare tematiche spesso legate al sociale. Le sue opere nascono dal quotidiano, da uno sguardo critico sul presente mostrando contraddizioni e problemi della società moderna e fornendo al fruitore uno spunto di riflessione.

“Animal Soul” vuole rappresentare anche la maturità artistica di Benedetto che, dopo essersi laureato all’Accademia Albertina di Belle Arti in scultura e arti plastiche, ha proseguito la sua formazione con percorsi di studio nelle accademie di Valencia e Lisbona, proseguendo contemporaneamente nell’attività espositiva personale e lavorativa in ambito scultoreo.

«Le sculture di Simone Benedetto ci guidano all’interno di una dimensione molto intima del pensiero umano, attraverso l’accostamento di elementi distanti tra loro – ha dichiarato Luca Boffa, CEO del Gruppo Building. Questa mostra si inserisce nel solco dell’iniziativa che già da tempo abbiamo intrapreso per valorizzare gli artisti locali emergenti e ridefinire gli spazi di destinazione dell’arte, inserendola in un contesto residenziale, in modo da renderla fruibile a un numero più ampio di persone».

Foto di Piero Ottaviano.


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