All’IIS Marconi Galletti Einaudi di Domodossola si studia il cinese

L’anno scolastico 2022 – 23 ha visto l’attivazione all’IIS Marconi Galletti Einaudi di Domodossola di un corso di Lingua cinese. Da febbraio a giugno, una ventina fra ragazze e ragazzi di classi diverse, appartenenti ai corsi Socio Sanitario, Turismo e Informatica dell’istituto domese, si sono cimentati con i primi rudimenti di una lingua per loro lontanissima, in particolare con lo studio dei caratteri e della scrittura cinese. Il progetto didattico è nato all’interno del Dipartimento di Lingue, su proposta di Alessandro Pompeo, insegnante di Inglese.

«Abbiamo pensato di attivare questo corso per incrementare l’offerta formativa del nostro istituto – spiega lo stesso Pompeo – e per dare ai ragazzi la possibilità di approcciarsi a una lingua che va oltre il confine europeo. Negli ultimi anni la società ha subito un enorme cambiamento e il Cinese ha raggiunto la prima posizione tra le lingue più parlate al mondo: 929 milioni di utilizzatori. Oggi la conoscenza delle lingue extraeuropee può svolgere un ruolo importante per l’accesso al sistema universitario e al mondo del lavoro.» Gli studenti che hanno partecipato al corso frequentano le ultime tre classi delle scuole secondarie superiori.

«Quest’anno ho scelto di fare il corso di cinese con alcuni miei compagni di classe – dice Alessia Bossi, 3^ Turismo B – dato che la nostra prof. di inglese ci ha consigliato di provare un primo approccio con questa lingua, che inizialmente mi sembrava quasi impossibile imparare. Durante il corso, l’insegnante ci ha incoraggiato a scrivere e a pronunciare le prime parole. Una cosa che sembrava difficile è risultata più facile del previsto; una lingua davvero molto interessante che vorrei approfondire ancora di più, poiché sono sicura che anche in futuro mi servirà.»

Alessio Nino, 5^ Informatici A, aggiunge: «Durante questo corso abbiamo appreso diverse cose, tra una introduzione alla grammatica ed una ai vocaboli più elementari, come la famiglia, i numeri e i colori. Tutto ciò è stato anche infarcito con delle lezioni più orientate alla cultura, come quando è stata eseguita la divinazione (“YiJing”, un’antica arte cinese) attraverso delle monete e gli esagrammi. Poiché il corso non era orientato al conseguimento di una certificazione, le lezioni erano ornate da un clima tranquillo e gioviale, con spunti di riflessione e curiosità che il professore è sempre stato pronto a soddisfare. In conclusione è stata un’esperienza formativa e ricca di emozioni che si spera possa essere ripetuta nel corso degli anni a venire»


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