Ancora in terapia intensiva l’uomo accusato di aver ucciso l’ex compagna. Si è tagliato i polsi

Resta ricoverato in ospedale ad Asti, piantonato dai carabinieri con l’accusa di omicidio, Paolo Riccone. Insieme al cane e al gatto potrebbe aver vegliato per due giorni il cadavere della ex compagna che ha ucciso a coltellate nell’appartamento in piazza XX Settembre, nel cuore di Incisa Scapaccino, il piccolo comune a 20 chilometri da Asti.

Floriana Floris

Floriana Floris 

Per oltre 48 ore il cellulare di Floriana Floris, 49 anni, l’ennesima vittima di un femminicidio avvenuto in Piemonte, ha squillato a vuoto. Sotto lo sguardo vitreo del compagno, Paolo Riccone, 57 anni. Finché ieri, intorno alle 14, la figlia di Floris, non avendo più notizie della madre, ha allertato i soccorsi.

Paolo Riccone

Paolo Riccone 

I carabinieri di Asti hanno suonato al campanello dell’appartamento di proprietà di Riccone, senza successo. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, che hanno sfondato la porta, trovandosi di fronte la scena del crimine. “Quando sono rientrato in casa l’ho trovata morta: per il dolore ho provato ad uccidermi”, ha raccontato Riccone ai carabinieri, prima del trasporto in ambulanza all’ospedale di Asti, dove è ancora ricoverato in terapia intensiva per curare le ferite ai polsi che si è inferto con un coltello nel tentativo di suicidarsi dopo aver ucciso la moglie.

La sua versione non convince affatto i militari. L’uomo non ha ammesso l’omicidio, è piantonato in ospedale: sedato, non è in pericolo di vita. Nell’appartamento sono stati sequestrati diversi coltelli, che verranno esaminati per individuare con precisione l’arma del delitto. Sono sotto esame anche le tempistiche. Le tracce di sangue trovate sul pavimento erano ancora fresche, ma la donna non rispondeva più alla figlia da due giorni.

Ai carabinieri non risultano segnalazioni pregresse di liti in famiglia che avessero coinvolto la coppia. In paese si dice che lui soffrisse di una di depressione latente, dovuta alla scomparsa della moglie. Riccone, ricercatore ad Alessandria, aveva lasciato Roma da almeno due anni, dove aveva lavorato come consulente del ministero del lavoro ed era tornato a vivere a Incisa per accudire il padre Gino, il proprietario della pompa di benzina del piccolo comune nell’Astigiano, che era malato da tempo e che è mancato il 2 maggio scorso. Mentre Floris aveva un passato da agente di commercio a Milano e una figlia già adulta.

Adesso la salma della 49enne è stata trasferita all’istituto di medicina legale di Alessandria per l’autopsia disposta dal pm di Alessandria, che ieri ha eseguito un lungo sopralluogo sul posto, per accertare con precisione le cause della morte e il numero di coltellate inferte dall’ex compagno su diverse parti del corpo, non solo alla schiena. “Siamo sgomenti e senza parole — afferma il sindaco di Incisa, Matteo Massimelli — La coppia — spiega — frequentava poco il paese e in questi anni non aveva mai dato alcun problema. Io li conoscevo di vista. Il nostro è un paese tranquillo. L’intera comunità è sconvolta e si unisce al dolore di questa tragedia e di chi, oggi, ha perso un caro”.


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