Bambina rapita a Firenze, papà scarcerato. Si indaga sul racket degli affitti


Proseguono le indagini sulla bambina rapita a Firenze. Il padre è stato liberato e sentito dagli inquirenti. Diverse le piste: pedofilia e racket degli affitti

Giacomo Martiradonna

Il papà di Kata, la bambina rapita a Firenze, è stato scarcerato per essere sentito dagli inquirenti e consentirgli di stare vicino alla famiglia. Nel frattempo, la madre della piccola si sfoga su Facebook e, con una toccante lettera, promette di ritrovarla. Si indaga su binari paralleli, incluso il sequestro, il racket degli affitti e la pedofilia

Una tragica vicenda

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Kata è una bambina peruviana di 5 anni che è scomparsa il 10 giugno mentre giocava nel cortile dell’ex hotel Astor, un edificio occupato. Il padre di Kata, Miguel Angel Romero Chicclo, ha confermato una potenziale pista, privilegiata anche dagli inquirenti: il rapimento di sua figlia potrebbe essere legato alla lotta senza esclusione di colpi che si consuma ormai da mesi nell’ex hotel Astor occupato.

Un testimone avrebbe visto la piccola trascinata via verso il palazzo a fianco, ma le ricerche in questo senso non hanno dato esito.

il papà scarcerato

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Miguel Angel Chicllo Romero, il papà di Kata che era recluso a Sollicciano per furto e utilizzo indebito di carte di credito, è stato temporaneamente scarcerato e ascoltato dagli inquirenti. Ha tuttavia l’obbligo di firma due volte la settimana nella stazione dei carabinieri.

“L’hanno rapita, è stato pianificato tutto” ha dichiarato in seguito alla fiaccolata organizzata dalla comunità locale nei giorni scorsi. “Non ci sono telecamere. Sanno cosa hanno fatto, loro.” A suo giudizio, sarebbe esclusa la vendetta o la ritorsione verso di lui e la famiglia. “Non ho debiti, non ho problemi con nessuno” ha aggiunto. “Voglio lottare, sono sicuro che la bambina tornerà a casa. Ho commesso molti errori, questo passaggio è una prova, Dio a volte ci mette alla prova. Proverò a cambiare vita per il bene della bambina, della famiglia, di mia moglie, del mio bambino, dei miei genitori. Aiutatemi a ritrovarla” ha chiosato.

La lettera della madre

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“Principessa mia” scrive su Facebook la madre. Il testo originale è stato tradotto in italiano e diffuso da un’amica della donna, assieme all’annuncio di una nuova manifestazione in serata. “Solo Dio sa come mi sento. Starò bene, perdonami se per un istante ho pensato di arrendermi e perdere la speranza. Però adesso sono più forte e non mi riposerò fino a quando non ti avrò trovata. Le persone che mi stanno vicino sanno come mi sento, non mi avete vista piangere o buttarmi a terra davanti ad una telecamera, ma è che questo non identifica il mio dolore. Non devo dimostrare niente a nessuno. Siete liberi di pensarla come volete.”

“Prima credevo e dicevo che in qualsiasi caso, se fosse successo a me, avrei fatto di tutto, però quando arriva il tuo turno (e spero non succeda mai) saprai cosa significa rimanere sotto shock. Tutto questo mi sembra irreale, mai avrei pensato che la mia bambina mi venisse strappata via dalle braccia, i miei amici sanno ciò che sto passando e non mi arrenderò finché non ti troverò. Grazie a Dio mi sto rialzando, sai quanto mi manchi amore mio. Ti amo con tutta la mia anima. Tenetevi i vostri commenti malintenzionati, per favore. In questo momento ciò che mi serve è il vostro appoggio o almeno condividete questo messaggio.”

tutte le piste

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Dopo aver sentito il fratellino di 8 della bambina, i magistrati hanno ordinato una perquisizione nel condominio confinante con l’ex hotel Astor, in via Boccherini, 34; una maxi-ispezione che tuttavia, secondo i carabinieri, avrebbe portato a un nulla di fatto.

Smentito dunque il supertestimone che avrebbe visto Kata portata via da un adulto contro la sua volontà nello stabile occupato lo scorso 10 giugno, sul piatto rimangono diverse opzioni, tutte al vaglio degli inquirenti.

Non è ancora escluso il sequestro di persona a scopo di estorsione, e la nuova ipotesi è che dietro ci sia il racket degli affitti, gestito da tre diversi gruppi. Una camera nell’ex albergo, si scopre, va dagli 800 euro ai 1.500 euro al mese, rispettivamente con o senza servizi privati. Infine c’è l’ultima pista, marginale e meno plausibile ma non ancora scartata: quella legata alla pedofilia.




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