Bari, rivoluzione sul mercato: via Mignani, Cheddira e Caprile


Dopo la sconfitta nella finale per la promozione, tra prestiti e scadenze la squadra è da rifare. Resta da sciogliere il nodo della proprietà

Il giorno dopo la grande delusione, Bari pensa già al futuro. Con una netta sensazione: si va verso una rivoluzione, o quasi. Ma c’è anche una certezza: la permanenza in Serie B non obbliga i De Laurentiis a cedere in fretta la società (avrebbero tempo fino al 2028, se il Bari non militasse nella categoria del Napoli, o se non mutassero le norme Uefa). Ma questo non vuol dire che non abbiano intenzione di vendere subito. Pare accantonata l’ipotesi Casillo, sponsor principale della società. Imprenditori molto solidi, assai vicini al sindaco di Bari Antonio Decaro, ma affaccendati in altre faccende: Pasquale Casillo, ad esempio, è il nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari.

Il rompete le righe per la squadra è scattato ieri pomeriggio. Il presidente Luigi De Laurentiis, il d.s. Polito e il tecnico Mignani si sono ritrovati al San Nicola per ringraziare tutto il gruppo. Un incontro ad alta emotività a cui ha partecipato il tifosissimo primo cittadino, Decaro. Nessuno tuttavia si è sbilanciato sul proprio futuro immediato. Un quesito sorge subito spontaneo: rimarrà al suo posto la bella coppia, Polito – Mignani, che ha regalato un sogno a Bari? Entrambi hanno il contratto in tasca, ma occorrerebbe fissare le nuove coordinate e gli opportuni punti di ripartenza, su un feeling comunque consolidato. Certo, le possibilità di riconferma dei due lieviterebbero se De Laurentiis restasse sul ponte di comando. In caso contrario ogni ruolo sarebbe messo inevitabilmente in discussione. La sensazione? Mignani pare al capolinea della corsa barese. Meglio lasciarsi sul più bello, è il concetto di fondo, piuttosto che rovinare tutto. Anche perché, d’ora in avanti, tutti sarebbero più esigenti con lui. Proprio il tasto che Polito ha premuto nella sua ultima conferenza stampa: “Dopo una stagione così brillante, una piazza come Bari non accetterebbe mai un ridimensionamento dei programmi. Il mirino, dunque, va alzato”. Ergo, puntare alla promozione diretta, evitando i playoff. E per farlo, bisognerà investire non poco. La rosa andrà rinnovata almeno al 70%, considerando la partenza (quasi certa) dei pezzi pregiati Caprile e Cheddira, dei prestiti Folorunsho, Benedetti, Esposito e Mallamo e di una decina di uomini in scadenza di contratto (su tutti, Mirco Antenucci).

Quel che non va disperso è l’entusiasmo ritrovato, dopo anni di oscurantismo. Un record dopo l’altro, aver messo insieme circa 110.000 spettatori paganti nelle due gare casalinghe delle finali playoff, non è un semplice dato numerico che ha fatto parlare l’Italia. Un patrimonio che deve costituire la base più solida di ripartenza. I tifosi hanno mandato giù il verdetto del campo, dimostrando grande equilibrio e profondo amore verso i propri beniamini. Ma d’ora in poi inseguiranno solo progetti ambiziosi.


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