“Barolo sta morendo”, no ai nuovi parcheggi nel centro patrimonio Unesco


Associazioni del Cuneese contro i nuovi parcheggi che nasceranno a Barolo. Le realtà si uniscono in un “grido di dolore” perché, spiegano “Barolo sta morendo, la civitas è in via d’estinzione a causa del sovraffollamento turistico e le macchine che invadono il vecchio borgo”. Chiedono invece dei parcheggi la tutela del centro storico e del borgo con la chiusura alle auto dei turisti e lo fanno in una lettera firmata dall’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero e delle associazioni con un elenco di altre realtà. L’appello è affinché intervengano gli amministratori regionali e nazionali per definire “un’urgente strategia di area prima che sia troppo tardi”.

Quello che contestano le realtà è il rischio che a Barolo, patrimonio Unesco, con i parcheggi – uno localizzato a nord-est e uno a sud-ovest, con livellamento del terreno –  si incida sul patrimonio collinare “incomparabile”. Questi parcheggi, lamentano, “oltre a rappresentare una perdita significativa di superficie agricola e un’alterazione dell’integrità dei luoghi, per fornire
circa 200 nuovi posti auto in aggiunta ai circa 300 già disponibili, per un Comune che ha una popolazione inferiore ai 700 abitanti, non risolvono il problema dell’intasamento del centro storico di macchine, che andrebbero invece “allontanate”, con esclusione di quelle dei residenti, come il buon senso imporrebbe e come si fa usualmente nei borghi storici d’Italia”. 
Parlano che di un nuovo parcheggio, a un chilometro circa del centro del paese “viene poco sfruttato e le macchine vengobi parcheggiate selvaggiamente in centro”. La proposta, invece, è lavorare su un modello “lungimirante” di mobilità, con servizi di trasporto pubblico nei giorni di alta affluenza e sfruttando per i parcheggi aree industriali dismesse.  “Inoltre andrebbe favorito il turismo qualificato e non il turismo di massa mordi e fuggi, inadatto per questi territori: Barolo è attrattivo per l’eccellenza delle sue cantine, per la specificità del suo paesaggio e per le memorie storiche del costruito, oltre che per il suo toponimo che riporta al vino più pregiato”. Nel tempo segnalano che nel centro nascono sempre più alloggi per turisti, “a scapito dell’abbandono da parte dei “nativi””.
 


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