Bombardata la prima scuola di Yaroslava Mahuchikh, regina ucraina del salto in alto: “Non perdoneremo”

È uno dei volti dello sport ucraino. Indimenticabile, da quando ancora diciannovenne gareggiò e salì sul podio delle Olimpiadi di Tokyo con un paio di treccine che ornavano un viso da copertina. Plurimedagliata, testimonial di brand sportivi e di orologi pregiati. Ma come per tutti gli atleti ucraini, anche la vita di Yaroslava Mahuchikh è stata sconvolta dalla guerra. In un’alternanza continua tra successi e tragedie. Il bronzo olimpico nel salto in alto, poi sei mesi dopo la fuga seguita dall’oro agli Europei di Monaco 2022. La vittoria ai Mondiali di Budapest l’estate scorsa, e ora la distruzione di un edificio che le sta particolarmente a cuore: la prima scuola sportiva, là dove tutto è iniziato. In una città martire come Dnipro.

“Colpita una città di bambini, donne e anziani”

La notizia dell’attacco di 10 droni kamikaze sull’Ucraina, e di tre esplosioni udite a Dnipro, è stata raccontata attraverso un video postato dalla campionessa su Instagram. Nelle immagini la devastazione delle aule, coi fiori di carta disegnati dai bambini ancora attaccati alla lavagna. I pezzi di vetro sparsi ovunque, anche negli spazi della piscina a quattro corsie su cui pendono le bandiere di tante nazioni, Italia compresa, quasi una promessa olimpica per i piccoli nuotatori. In sottofondo, la voce di una donna in lacrime. “Oggi i terroristi russi hanno nuovamente effettuato un massiccio attacco missilistico su Dnipro. In una città dove vivono e studiano quasi 1 milione di persone, bambini, donne e anziani” scrive Yaroslava. “Frammenti di un razzo nemico hanno colpito la scuola sportiva di Dnipro, dove è iniziata la mia carriera sportiva, dove sono stati stabiliti i miei primi record. L’intero edificio è stato danneggiato durante una normale giornata scolastica, non si hanno ancora notizie di feriti o morti”.

La campionessa passa a questo punto a un vero e proprio appello alla comunità internazionale: “Invito il mondo intero, tutta l’Europa, a prestare attenzione a un altro atto terroristico da parte della Russia. L’Ucraina viene distrutta ogni giorno, ogni minuto, e abbiamo bisogno del sostegno costante di tutti coloro che vogliono vivere in un mondo senza guerre. Se l’Ucraina perde questa guerra, il mondo perderà. Il bene perderà. L’onestà perderà. Non perdoneremo, ci vendicheremo”.

Il post con cui World Athletics annunciò la candidatura di Mahuchikh come miglior atleta del 2023

Il post con cui World Athletics annunciò la candidatura di Mahuchikh come miglior atleta del 2023 

La fuga sotto le bombe il 24 febbraio 2022

Yaroslava Mahuchikh è un fenomeno dell’atletica sin da piccola, già cinque anni fa ai Mondiali di Doha 2019 vinse la medaglia d’argento a nemmeno diciotto anni. Ma dal 24 febbraio 2022 l’invasione russa ha avuto un impatto immediato sulla sua vita. Così raccontò la notte in cui iniziò la guerra: “Alle 4.30 del mattino mi sono svegliata per i rumori di esplosioni e di colpi di artiglieria. Allora ho capito che era iniziata la guerra. Con mio marito ho fatto velocemente le valigie e siamo scappati da Dnipro dove vivo. Grazie a World Athletics e alle federazioni di atletica leggera romena e serba sono riuscita a mettermi in viaggio verso Belgrado. Ci sono voluti più di tre giorni per arrivare, centinaia di telefonate, tanti cambi di direzione, esplosioni, incendi e sirene antiaeree. Non sono riuscita a dormire e nemmeno ad allenarmi, la federazione serba si è presa gentilmente cura di noi, ma mi è impossibile mantenere la concentrazione. Grazie al cielo i miei genitori sono riusciti a mandarmi le scarpe da ginnastica e un paio di leggings». Nonostante tutto, ai Mondiali indoor di Belgrado vinse. Alle Olimpiadi di Parigi parte come favorita, anche per l’assenza della campionessa di Tokyo, Mariya Lasitskene, bandita da World Athletics come tutti i russi. Ma la rabbia di Yaroslava fa capire quanto potrà essere a rischio in altri sport la convivenza tra ucraini e russi “neutrali” nella città olimpica.


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