Canottaggio – College e remi: gli azzurri sempre più ‘made in Usa’


Iseppi, Montesano, Ondoli e Di Mauro:4 reduci di Tokyo studenti universitari negli Stati Uniti. E il fenomeno cresce

Il 14 agosto 1936, ai Giochi di Berlino l’otto statunitense superò la Germania e conquistò l’oro sotto gli occhi di Adolf Hitler. Un equipaggio formato interamente da studenti dell’Università di Washington, ragazzi di umili origini che grazie al talento remiero si poterono permettere un percorso universitario. Quello dell’ammiraglia a stelle e strisce fu uno dei primi esempi del fortunato matrimonio tra sport e College. Da qualche stagione questa abitudine è sempre più in voga tra gli atleti del giro azzurro. Un fenomeno che anno dopo anno si sta allargando con gli scout delle università americane che sono sempre più attenti ai talenti italiani.

Da Tokyo

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È il caso di due membri del quattro di coppia donne azzurro – Iseppi, Montesano, Lisi e Gobbi – capace di chiudere al quarto posto la finale ai Giochi di Tokyo a 1”25 dal bronzo conquistato dall’equipaggio australiano (oro alla Cina e argento alla Polonia). Valentina Iseppi si è laureata in economia proprio a Washington University, il college di Seattle. Sulla barca azzurra c’era anche Alessandra Montesano studentessa a Ohio State in “Strategia della comunicazione”. L’atleta di Casalmaggiore non sarà al via della prova di Varese perché ancora impegnata negli States. Dei reduci dall’ultima edizione dei Giochi ci sono anche Aisha Rocek (12° posto nel due senza con Kiri Tontodonati) e Gennaro Di Mauro (8° nel singolo). Anche l’azzurra di Erba studia a Washington University mentre il campano – in Coppa del Mondo lo vedremo sull’otto – è impegnato a University of California a Los Angeles. Presente alle Olimpiadi, ma non tra i convocati a Varese, c’è Chiara Ondoli (nono posto nel doppio a Tokyo in coppia con Alessandra Patelli). Nel 2019 si è laureata in business administration e marketing a University of Washington. Tra gli under e i canottieri di barche non olimpiche ci sono Giulio Acernese (Washington University), Emilio Pappalettera e Giulia Bosio (University of California), Nicholas Kohl (Syracuse University) e Giulia Clerici (Oregon State University). Un motivo di vanto per il movimento, un problema in più per lo staff tecnico della Nazionale che durante l’anno non riesce a lavorare con questi atleti.

In Italia

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Se gli atleti di punta del movimento italiano sono corteggiati dagli atenei stranieri, e in particolare da quelli statunitensi, la Federazione guarda ad allargare la base e dalla scorsa stagione promuove il progetto “remare all’Università” rivolto agli studenti universitari che intendono approcciarsi per la prima volta alla pratica remiera. L’obbiettivo è quello di attirare ragazzi e ragazze che non abbiano mai praticato il canottaggio, offrendo loro dei corsi propedeutici alla voga e una serie di manifestazioni di confronto con dei loro pari livello.


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