Champions, la coppa viene da Avellino: “Vai Inter, alzala tu!”


Alberto Iacovacci, a.d. di Iaco Group, racconta: “Un lavoro quasi interamente artigianale, ci vogliono tre mesi per realizzarlo. La parte più difficile? Le grandi orecchie…”

A Istanbul la finale di Champions League tra Inter e City avrà due spettatori speciali. Due signori, padre e figlio, che vivranno il loro momento di gloria quando il vincitore alzerà la coppa. Perché quella coppa, il trofeo dalle grandi orecchie, l’hanno realizzata loro. Igino e Alberto Iacovacci sono rispettivamente presidente e a.d. di Iaco Group, azienda di Avellino specializzata nella lavorazione del metallo prezioso che da anni collabora con la Uefa e la Lega Serie A. Domani, comunque vada, loro saranno sul tetto d’Europa, ma sarebbero molto più felici se a trionfare fossero i nerazzurri. “Siamo un’eccellenza del Made in Italy ed è chiaro che tifiamo per le squadre italiane. Ci è dispiaciuto molto per la Roma e la Fiorentina, erano nostre anche le coppe di Europa e Conference League, adesso puntiamo tutto sull’Inter, con cui tra l’altro abbiamo ottimi rapporti da tempo e siamo particolarmente legati a Beppe Marotta”, ci spiega Alberto Iacovacci.

Quindi il trofeo più ambito dai club europei viene da Avellino?

“Sì, mio padre e mia madre hanno dato vita a quest’azienda ad Avellino nel 1978. Lì c’è la sede principale, mentre gli stabilimenti sono a Vicenza, una zona storicamente nota nel mondo per la lavorazione del metallo prezioso. È un prodotto interamente realizzato in Italia, grazie ai nostri maestri artigiani, ai grafici, ai collaboratori… tutto è fatto nel nostro Paese”.

Come è nata la collaborazione con la Uefa?

“Siamo legati a loro da oltre vent’anni. Questa è la quarta stagione consecutiva in cui realizziamo anche i trofei per i massimi tornei europei. Normalmente ci sono delle gare d’appalto che assegnano il lavoro a chi propone il miglior progetto, la miglior offerta, la maggior affidabilità, secondo criteri abbastanza rigidi. E questa è una cosa che ci dà particolare soddisfazione, visto che abbiamo battuto colossi come la Asprey London inglese, un’oreficeria che lavora anche per la Casa Reale: con quel successo abbiamo prodotto noi la coppa del campionato Europeo 2021, di fatto abbiamo battuto l’Inghilterra due volte, a casa loro…”.

Torniamo alla coppa per la Champions: quanto è difficile realizzarla?

“Molto. Per creare quel trofeo l’opera manuale incide per oltre l’80%, c’è pochissimo di industriale. Infatti dal primo all’ultimo passaggio servono 2 mesi e mezzo-tre. Del resto per una cerimonia come quella della Champions League, vista in tutto il mondo, serve un prodotto di eccellenza”.

Qualche dettaglio in più su questo trofeo?

“È in argento e pesa circa nove chili. Poi ha questa particolarità dei manici, quelli che la rendono la coppa dalle grandi orecchie: realizzarli in modo armonico con l’anfora è uno dei passaggi più difficili in assoluto, non è semplice saldarli in modo che sembri un unico pezzo”.

Domani sera dunque sarete allo stadio.

“Sì, in tribuna autorità. Da amante del calcio e del mio lavoro ho la fortuna di poter assistere da vicino ad un evento tanto importante, che unisce le mie grandi passioni. Dal punto di vista emotivo sarà qualcosa di speciale. Poi vinca il migliore, ma spero che la nostra coppa finisca nelle mani dell’Inter…”.


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