Chiara Gribaudo: “Non è escluso per la Regione un candidato dal mondo della sanità”


“Elly Schlein sa che è urgente affrontare la questione delle elezioni per le regionali del 2024. Ne abbiamo parlato proprio rapidamente a margine dell’assemblea del Gruppo alla Camera”, dice la vicepresidente del Pd nazionale Chiara Gribaudo.

Onorevole Gribaudo, manca un anno alle elezioni. In questo momento a Roma dove pende la bilancia, candidatura di partito o civica?

“Non penso sia da escludere una candidatura civica. Premesso che io sono una politica e credo nel valore di molti profili autorevoli che vengono dalla politica, credo che nel nuovo percorso del Pd per intercettare forze civiche, individuare una figura terza possa essere una strada da prendere seriamente in considerazione. L’obiettivo è guardare insieme a un nuovo modo di governare. La dimostrazione di quanto sia importante in questo momento un’apertura vera alla società l’abbiamo avuta dalla bellissima manifestazione in difesa della sanità pubblica, un modello. E come partito dovremmo riuscire a mettere in un angolo l’autoreferenzialità. La partecipazione di migliaia di persone ci ha dimostrato che Cirio ha governato male per cinque anni”.

Ci sta dicendo che una candidatura potrebbe nascere nell’ambito di quella manifestazione?

“Sicuramente quell’iniziativa ci ha detto che la salute, le liste d’attesa indecenti sono un tema che tocca direttamente la vita dei cittadini e lo fa a Torino, a Cuneo, ad Asti o nel Verbano. Penso che sì, il dialogo con quella parte di mondo che abbiamo visto in corteo il 27 maggio sia fondamentale. Alla società civile non si può chiedere solo un contributo teorico”.

Finora si è parlato di Guido Saracco, ora pensiamo a un medico, donna o uomo che sia?

“Non facciamo nomi, pensiamo alle idee per il momento”.

Il segretario regionale Domenico Rossi non esclude nessun percorso ma insiste sulle primarie. Cosa ne pensa?

“Sono uno strumento utilissimo che certo non escluderei a priori, ma non sempre riescono a risolvere i problemi della politica. Questa idea della segreteria regionale di una Conferenza programmatica può rappresentare un momento per un’indispensabile apertura al contributo di tutti”.

Si è parlato di Chiara Gribaudo aspirante governatrice. Lei si candiderà?

“Credo che chi è in un partito debba sempre essere disponibile e al tempo stesso non si debba considerare indispensabile. Al momento, però, sarei tentata di dire “preferirei di no””.

Sapeva che nel suo partito, anche in Piemonte, c’è chi pensa che Schlein sia già in declino?

“Se c’è qualcuno che fa questo ragionamento non può non sapere che sta facendo del male a tutto il partito. Sarebbe davvero imbarazzante. Mi fermerei alla vittoria netta che ha avuto la mozione Schlein. Soprattutto in Piemonte”.

Immagino sappia che nel centrodestra si fa riferimento a sondaggi che darebbero Cirio vincente 70% a 30%.

“Addirittura!! Cirio è il presidente uscente e questo è un elemento di forza. Dopodiché non siamo ancora entrati in partita. Lasciateci scendere in campo e poi vedremo i sondaggi. Questa giunta ha dimostrato un’assoluta mancanza di visione. L’asse che ci vedeva nel triangolo forte del nord ora è inevitabilmente spostato, la popolazione più fragile è fortemente penalizzata. L’opposizione dev’essere fortissima, a partire da Torino”.

Un messaggio per il sindaco Lo Russo?

“La concordia istituzionale è doverosa. Però non vorrei si dimenticasse che Cirio rimane l’avversario da battere”.

I potenziali alleati al momento vi snobbano. Come si convince M5S e Terzopolisti a stringere patti con voi?

“Ricordando che ci sono risposte che non si possono non dare se sono in gioco i diritti dei cittadini ad avere servizi decenti: sanità, welfare, trasporto pubblico. Finora un disastro. Credo sia questo il terreno comune. E per fare un esempio recente si dice che alla direzione regionale della sanità possa essere scelto Antonino Sottile che arriva dal privato. L’ennesimo segnale. Vogliamo dire qualcosa in tempi in cui si sfila in difesa della sanità pubblica?”.


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