Dall’abito al castello, il ballo di fine anno a scuola diventa un business


Negli Stati Uniti li chiamano “Prom”, sono i balli di fine anno del liceo, eventi che gli studenti nati nel vecchio continente per decenni hanno visto ( e invidiato) soltanto nelle immagini di film e serie televisive. Non è più così. I prom sono di moda anche in Italia, a Torino sono arrivati un paio di anni fa, oggi sono eventi mondani che hanno dato vita a una piccola economia con agenzie che si sono specializzate in questo tipo di feste, negozi di abbigliamento che hanno dato spazio a linee eleganti e da cerimonia con budget accessibili.

L’abito lungo, infatti è d’obbligo, il dress code elegante come una serata di gala, le location sono le stesse che vengono affittate per i matrimoni, da Villa Glicini a Castello Galli.

L’agenzia Fuoriclasse è stata la prima in Italia a proporre questo format nel 2018. Il primo liceo che ha aderito è stato il Majorana, oggi sono circa una quindicina le scuole che organizzano il loro prom. L’evento è gestito dai rappresentanti d’Istituto e solo occasionalmente docenti e dirigenza vengono coinvolti, la festa è dei ragazzi. «Non ha niente a che vedere con la classica festa in discoteca – spiega Mario D’Eliso, uno dei soci dell’agenzia – Ci sono la musica e il Dj set ma è prima di tutto un evento in cui  ragazzi si incontrano, comunicano, parlano, l’unico, forse, che unisce davvero tutta la scuola senza distinzioni di età. Sembra incredibile, ma usano molto poco il cellulare. Sono feste private organizzate in location non convenzionali». Ville, cascine e castelli sono il teatro dei prom che di solito raccolgono dai duecento ai seicento partecipanti, per alcune scuole vuol dire almeno la metà degli iscritti, anche se a volte le scuole più piccole scelgono di aggregarsi per condividere l’evento e i costi. Il budget varia a seconda del tipo di serata: «Alcuni prevedono l’apericena e iniziano intorno alle 19, altri cominciano dopo le 20, normalmente non finiscono mai oltre l’una di notte», spiega ancora D’Eliso. «Con l’aumento dei costi dei materiali si sono ridotte le scuole che scelgono la formula con apericena». Ai rappresentanti d’Istituto spetta il compito di distribuire gli inviti ufficiali e raccogliere la quota di adesione.

All’Einstein è il secondo anno che si organizza il ballo di fine anno.È stata scelta cascina Marchesa, location piuttosto gettonata anche da altre scuole. «Sono invitati tutti i ragazzi della scuola – spiega Paolo Tomassone,  uno dei rappresentanti d’Istituto – Abbiamo lasciato liberi i nostri compagni di portare con loro anche persone esterne alla scuola per far partecipare anche fidanzati o fidanzate che non fanno parte del nostro istituto». In America la location che si vede nei film anni ‘80, di solito, è la palestra della scuola, con le luci stroboscopiche sul soffitto e un palco allestito danti ai canestri del campo da basket per eleggere re e reginetta del ballo. «Abbiamo provato a fare la stessa cosa e organizzare il ballo nella palestra della sede di via Bologna ma c’erano troppi intoppi burocratici e  costi, invece di diminuire, sarebbero aumentati. Così abbiamo deciso di affidarci all’agenzia esterna che ci ha proposto la Cascina Marchesa». Sabato si aspettano circa 300 persone. «La festa inizia con un brindisi che è alcolico solo per i maggiorenni – spiegano ancora  ragazzi – si balla ma il bello di questi posti è che sono ville stupende con tanto spazio, c’è un giardino e angoli meno rumorosi in cui parlare. È bello poter partecipare a un evento che è appartiene all’immaginario di tutti».

Negli Stati Uniti l’evento è una tradizione e come ogni tradizione è codificato, dal bouquet di fiori al polso della ragazza, all’obbligo di venire accompagnati all’abito che si chiama proprio “prom dress” indicando una serie di modelli realizzati per l’occasione. A Torino i giovani si rivolgono ai negozi che vendono abiti da cerimonia. « L’abito è rigorosamente lungo, ma non pomposo – racconta Laura Borgese, titolare del negozio omonimo in centro a Torino. Piacciono molto gli abiti a sirena, oppure con una leggera svasatura, i tessuti sono soprattutto lisci». Budget? Tra i 50 e i 100 euro, ma c’è chi è disposto a spendere molto di più. Anche la scelta dell’abito fa parte della festa: si va con le amiche, a volte con la mamma.

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