Diario da Gaza – L’attacco a Wck non è stato un errore. Quella ong è vitale, anche la mia famiglia vive con i loro pasti

RAFAH – A Deir al-Balah, dove una delle ong internazionali che aiutano a distribuire cibo agli sfollati nella zona meridionale della Striscia è stata attaccata da Israele, è successo qualcosa di molto grave e delicato. Le persone colpite – l’autista che viveva a Rafah e i cooperanti provenienti da Australia, Regno Unito, Polonia e Canada – fornivano cibo e realizzavano cucine per servire pasti caldi agli sfollati, e sono stati attaccati senza motivo dimostrando quanto sia crudele l’esercito israeliano che prende di mira chi lavora sul campo. Ancora non sappiamo perché, e nemmeno l’esercito israeliano ha fornito una versione chiara su quanto è accaduto.

Ma questo è un segno chiaro che Israele vuole ridurre il numero delle ong umanitarie che aiutano i civili nella Striscia di Gaza. Vuole imporre una maggiore pressione su queste organizzazioni, e la stessa World Central Kitchen smetterà di fornire pasti caldi sia oggi che probabilmente domani. Ma il lavoro di questa ong è importantissimo: hanno cucine allestite in tutta la zona meridionale e forniscono a migliaia di famiglie cibo, specialmente pasti caldi che distribuiscono ogni singolo giorno. Quindi questo attacco alla Wck è una politica militare: significa che Israele vuole che questa ong smetta di agire tra i civili e nella Striscia di Gaza, perché ciò significa imporre una maggiore pressione sui palestinesi. È un pessimo segnale per tutti, nella Striscia di Gaza.

La situazione qui è talmente grave che nessuno si preoccupa più di tanto per quello che sta succedendo nel mondo arabo. Viviamo sotto attacchi aerei quotidiani, e la guerra in corso impedisce alla gente di seguire altre notizie. Per esempio non ho visto nessuno parlare di quello che è successo in Siria, dell’attacco israeliano all’ambasciata iraniana: qui le comunicazioni sono quasi assenti, manca l’elettricità e non abbiamo il privilegio di guardare le notizie tutti i giorni. Ci occupiamo solo di quello che succede a Gaza, e ne abbiamo in abbondanza.

Da più di due mesi anche la mia famiglia conta sui pasti caldi che la cucina della World Central Kitchen ci fornisce. Ci evita di dover cucinare, e cucinare è una questione molto problematica a Gaza: abbiamo bisogno del gas, a volte dobbiamo accendere il fuoco per cuocere il pane. La cucina è un tema molto delicato nel Sud della Striscia, e noi ci affidiamo alla Cucina centrale mondiale per procurarci il cibo. Se si fermano loro, saremo costretti ad affrontare un altro macigno durante questa guerra. Per molte persone come noi è decisivo poter avere l’unico pasto caldo che ci forniscono, e lo è specialmente con il Ramadan: può salvarci dalla fame e dall’inedia.

Intanto tutti i segnali che vediamo ci indicano che Israele vuole davvero attaccare a Rafah, e che lo farà presto: forse subito dopo il Ramadan o anche prima. Molte ong hanno trasferito la loro residenza dalla città di Rafah all’area di Mawasi, e molte persone hanno iniziato a pensare a una residenza alternativa lontano da Rafah. Molti si stanno già trasferendo perché sentono che gli israeliani sono davvero pronti ad attaccare in città. Anche le ong hanno diminuito la loro presenza nell’area meridionale, hanno dovuto spostare i loro quartier generali da Rafah a Mawasi proprio perché si aspettano che Israele avvii un’invasione di terra e un’operazione militare nella città di Rafah. Io stesso ho già creato un’alternativa per la mia famiglia nel lato occidentale di Khan Yunis, a Mawasi: ci sposteremo immediatamente lì, da Rafah, se ci sarà un’invasione di terra. I bambini, le donne e gli anziani si sono già trasferiti, siamo rimasti qui solo in tre membri della famiglia che hanno un lavoro a Rafah. Noi tre siamo rimasti in città, ma se sentiremo che inizia un’operazione militare di terra prenderemo subito una macchina e li raggiungeremo nella parte occidentale.


Source link