Didattica digitale, a Novara nasce il progetto per gli studenti con gravi patologie che non possono frequentare in aula


Frequentare la scuola anche se non in presenza e mantenere i rapporti con i propri compagni e professori, indispensabile contro il rischio di isolamento che la malattia può causare. Per gli studenti delle superiori con patologie, soprattutto oncologiche, sarà possibile grazie al progetto Aconcagua che con la didattica digitale integrata permetterà ai giovani di “restare dentro” l’attività della classe e condividere la vita scolastica.

Per loro ci sarà il duplice beneficio: didattico, perché potranno continuare a seguire le attività scolastiche e psicologico. Il progetto partirà dal prossimo anno scolastico e sarà dedicato agli studenti del Novarese e del Piemonte Orientale, quindi i giovani che si rivolgono alla sanità pediatrica all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Solo per le patologie oncoematologiche, tra Novara e Piemonte Orientale ci sono ogni anno fra le 12-15 diagnosi in ingresso, giovani che spesso frequentano le scuole superiori.

Ma è un progetto pensato per essere replicato in altre regioni italiane. Grazie ad Aconcagua – nato da un’iniziativa avviata prima della pandemia e arrivata, per sostenere la raccolta fondi, ai 7mila metri delle Ande – per gli istituti scolastici di appartenenza saranno promossi progetti personalizzati adeguati agli studenti, in modo individuale, e saranno attivate risorse extra rispetto agli interventi educativi garantiti dal Ministero dell’Istruzione che si attivano con il Servizio di Scuola in ospedale e Istruzione domiciliare.

Il progetto, presentato oggi a Novara nell’Auditorium dell’Università del Piemonte Orientale e promosso congiuntamente da Fondazione Edo ed Elvo Tempia Onlus, Fondazione Agnelli e Unione Genitori Italiani – UGI Novara, in stretta collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, vuol anche sperimentare “un modello di intervento scolastico inclusivo sempre più allineato e adeguato alla strategia di progressivo decentramento delle cure pediatriche in corso in Piemonte e in altre regioni”, spiegano. 

In particolare, risponde alle necessità di studenti con le patologie oncoematologiche, attraverso uno sviluppato sistema di rete Hub & Spokes, ma anche per altre patologie complesse e di livello critico in ambito, fra gli altri, gastroenterologico, immunoreumatologico, nefrologico, neurologico. Le risorse economiche saranno messe a disposizione da Fondazione Edo ed Elvo Tempia, che proseguirà nell’azione di fund raising.

Parte dal modello sperimentato a Torino dal 2015 dalla Fondazione Agnelli, in collaborazione con USR Piemonte e l’Ospedale Infantile Regina Margherita- OIRM. Sono stati oltre 60 gli studenti coinvolti, circa 80% dei quali con patologie oncologiche. Progetto che in questa fase è stato integrato con le modifiche suggerite dal contesto locale e dall’esperienza della pandemia. 

 “Il progetto – spiega Andrea Gavosto direttore della fondazione Agnelli – vuole aiutare lo studente malato a mantenere un orizzonte di vita e di socialità il più ampio possibile. Partendo dalla scuola, perché è nella scuola – con i suoi compagni e insegnanti – che lo studente ha una parte fondamentale delle sue relazioni. Facendolo restare seppure virtualmente dentro la sua classe, la didattica digitale favorisce non solo la continuità scolastica, ma anche un recupero del suo benessere nel senso più ampio, mettendosi al servizio di un intervento educativo, che coinvolge e responsabilizza la scuola a cui lo studente appartiene. Quel che abbiamo fatto a Torino in questi anni e oggi vogliamo fare a Novara indica una strada per esperienze analoghe a livello nazionale”.
“Dopo i ritardi causati dal periodo Covid – ha proseguito Pietro Presti, direttore generale della Fondazione Edo ed Elvo Tempia- il progetto Aconcagua finalmente vede la luce. Il progetto rappresenta sia un’opportunità di innovazione organizzativa e didattica a favore degli studenti con patologie sia un ulteriore elemento di sensibilizzazione su come sfruttare al meglio le nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita dei giovani pazienti, attraverso la socialità e la relazione con i loro compagni”.

In pratica, con il progetto si dotano di strutture informatiche studenti, famiglie e scuole ma si aiuta anche la scuola di appartenza nel creare una rete a supporto dello studente malato e un desk presso l’Ospedale Maggiore di Novara per avere rapporti continui con le équipe di medici e psicologi che seguono gli studenti nel presidio e seguire lo studente.
 


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