F1, Fernando Alonso e la difesa esagerata con George Russell

Lo spagnolo due volte Campione del Mondo è un esempio di grinta e talento votato alla velocità, ma a Melbourne è andato oltre con Russell: va bene lottare, ma in F1 non può davvero valere tutto pur di tenere la posizione

“Quello che succede nel fight club rimane nel fight club”. Poi però c’è la telemetria… Ha fatto discutere, a Melbourne, la manovra di Fernando Alonso che rallentando troppo prima di una curva ha indirettamente indotto all’uscita di strada George Russell. “L’arte di difendersi”, l’ha definita lo spagnolo. Un’irregolarità con penalità di 20”, secondo i commissari. Storicamente, in F1, i piloti se le sono sempre date di santa ragione. E per lungo tempo, dal primo Mondiale andato in scena nel 1950, a raccontare determinate “porcherie” o intimidazioni quando non addirittura botte, potevano esser solo testimoni oculari: le dirette tv erano lontane. E anche la copertura attuale dei GP – con telecamere, camera-car e droni dappertutto – è roba recente. Questo ha fatto parecchio da deterrente, riducendo certe manovre al limite viste in passato. Sempre esistite.


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