Finali Nba, Miami, Spoelstra motivatore: ‘I miei giocatori sono agonisti selvaggi’


Denver avanti 3-1 nelle Finals ma il coach degli Heat crede al ribaltone: “Né i tifosi né la storia vincono le partite, ma i giocatori sul parquet”. E quel precedente 2016 fa sognare Miami…

“Non sarà il pubblico a decidere la partita. Non sarà la narrazione, chi ci considera già battuti e neppure i precedenti. Sarà quello che succederà sul parquet, tra le linee del campo, tra la mia squadra e quella avversaria”. Erik Spoelstra non si arrende, neanche ci pensa. Carica i suoi Heat specialisti in imprese sorprendenti nei playoff Nba 2023. Hanno già sbattuto fuori i Milwaukee Bucks prima testa di serie a Est e i Boston Celtics vincendo Gara 7 al Garden dopo aver perso tre volte di fila, però ora alle Finals li aspetta una Mission Impossible, per dirla alla Tom Cruise: recuperare da 1-3 contro i Nuggets, cominciando a farlo vincendo stanotte a Denver. Spoelstra, l’allenatore di Miami, ci crede. “I miei giocatori sono agonisti selvaggi”. Ed è pronto a scatenarli.

FORZE IN CAMPO

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Non sono solo o tanto le parole a impressionare, ma il tono risoluto con cui le pronuncia. Pare Al Pacino in Ogni maledetta domenica, nei panni di un ispirato allenatore di football americano che arringa i suoi ragazzi pre-partita. Spoelstra è motivatore d’eccellenza, almeno quanto è stratega e tattico favoloso. Ha bisogno che i suoi giocatori credano di essere migliori di quello che sono per poter vincere Gara 5 alla Ball Arena. Perché il confronto è apparso impari, sinora. Nikola Jokic è stato più dominante di Jimmy Butler nel confronto tra gli uomini franchigia, i capobranco. Jamal Murray ha stravinto il confronto indiretto con Bam Adebayo tra “seconde punte” delle rispettive squadre. E il cast di supporto di Denver è stato nettamente migliore di quello di Miami. I vari Aaron Gordon, Bruce Brown, Christian Braun si sono alternati nel fornire al proprio duo di realizzatori principali un sostegno importante. E tutti i compagni di squadra hanno difeso pure per Jokic e Murray, li hanno protetti nella propria metà campo. I gregari miracolati di Miami, sensazionali oltre ogni logica durante questa straordinaria corsa playoff, sono invece tornati sulla Terra, alle Finals. Max Strus è stato disastroso, Gabe Vincent e Caleb Martin mediocri, Cody Zeller persino incommentabile. E Coach Malone non è stato schiacciato dal confronto scomodo tra i condottieri come invece era successo a Budenholzer e Mazzulla, che ne avevano combinate di tutti i colori. Insomma, è vero che gli Heat hanno già vinto a Denver in Gara 2 infrangendo l’imbattibilità casalinga playoff dei Nuggets, ma è altrettanto vero che per ripetersi avrebbero bisogno di una prestazione sottotono di Joker e compagnia e di alzare di parecchio il livello rispetto alle due partite giocate in Florida. Finite tanto a poco per gli avversari.

I precedenti

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Raccontano che Denver è strafavorita. Ma che la storia lascia uno spiraglio a Miami. Le rimonte da sotto 1-3 in una serie playoff al meglio delle 7 partite sono state appena 13 sinora nella storia. Ma alle Finals una volta è successo. Neppure chissà quanto tempo fa, nel 2016. Allora i Cleveland Cavaliers di LeBron James seppero ribaltare il risultato contro i Golden State Warriors prevalendo in una palpitante Gara 7 a Oakland. Ma Steph Curry aveva una caviglia acciaccata, Dray Green si era fatto squalificare per l’ennesimo colpo basso, i Cavs avevano James e soprattutto i Dubs peccarono di presunzione. Imperdonabili. Denver difficilmente commetterà quel peccato mortale. Perché questo nucleo storico, quello con Jokic e Murray sul parquet e Malone in panca, ne ha completate ben due di rimonte playoff così. Ha infatti recuperato per poi vincere da 1-3 nel 2020 prima contro gli Utah Jazz, al primo turno e poi in quello successivo contro i Los Angeles Clippers. Insomma, Denver sa come si fa. E che non può permettersi di sottovalutare Spoelstra, che ne sa una più del diavolo quando si tratta di rovesciare situazioni sulla carta disperate…


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