Guardiola da Wonderwall, 4396 giorni dopo vince la terza Champions


Pep festeggia il secondo triplete della sua carriera dopo quello con il Barcellona nel 2009: “Inzaghi tornerà in finale, i nerazzurri grande squadra”

A un certo punto Guardiola si è inginocchiato a terra. Occhi sgranati, palmi sull’erba, sguardo spirato, incredulo, perché quel pallone non doveva finire tra i piedi di Lautaro.

Destino

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Pep ha rischiato di perdere la Champions per colpa di una crepa nel sistema perfetto, un cortocircuito che ha portato Akanji a far sfilare un passaggio troppo corto per arrivare a Ederson. Eccolo qui il punto si svolta. Guardiola inginocchiato sul prato dell’Ataturk, a un centimetro dall’ennesima beffa europea dopo anni di semifinali perse e un’altra Champions sfumata contro il Chelsea nel 2021. Stavolta no, Pep campione d’Europa per la terza volta come Zinedine Zidane e Bob Paisley. Il secondo triplete della sua carriera, festeggiato con la moglie al centro del campo. “Devo ancora metabolizzare cos’è successo”, ha detto a Sky: “L’idea di gioco è sempre la stessa, oggi abbiamo fatto fatica perché Calhanoglu saltava Rodri quando pensavamo lo facesse Brozovic. Complimenti all’Inter, squadra sensazionale. Immagino cosa provino perché ci siamo passati due anni fa, ma essere il secondo club d’Europa non è poco. Una squadra difficile da affrontare, fisicamente fortissima. E a Inzaghi dico che tornerà in finale”.

Lacrime

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A Istanbul piangono tutti, ma lui se la ride fiero e orgoglioso, infilandosi i suoi giocatori sottobraccio uno per uno. Il gigante Haaland si fa piccolo piccolo e piange. Riesce a dire solo a dire “unbelievable”. Il tutto mentre passeggia commosso per lo stadio e abbraccia Mario Pafundi, il fisioterapista del City. Il destino ha messo lo zampino anche sul gol match winner, perché l’uomo che ha regalato a Pep la terza Champions è nato è cresciuto a Madrid, la città rivale da vent’anni. Si chiama Rodrigo Hernández Cascante, ma tutti lo chiamano Rodri, da oggi l’eroe dell’Ataturk. Il City dormirà a Istanbul e partirà per Manchester domenica mattina, con un Boeing 787-9 Dreamliner. Lunedì pomeriggio festeggerà il Triplete con un pullman scoperto per la città. “La Champions è una moneta – ha continuato Pep -. Nei precedenti siamo stati un disastro quando potevamo avevano i favori del pronostico, ora è meraviglioso. E avremmo potuto perdere stavolta…”. Un tackle alle critiche: “Ora sono più saggio, forse? E cosa succede se Ederson non fa quella parata? Dite quello che volete ora, l’importante è che siamo sempre stati in alto negli ultimi 7-8 anni”.

Terza Champions

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Pep ha scacciato la maledizione. “Hai vinto due Champions grazie a Messi”, gli dicevano. Da dieci anni così, un disco rotto che non ha mai ascoltato. Piuttosto ha perseverato, lottato, camminato a testa alta e migliorato se stesso e il gruppo. Tra il 2014 e il 2022 è uscito quattro volte in semifinale, tre ai quarti e una agli ottavi, senza contare la finale persa nel 2021 contro il Chelsea. Con il City è uscito contro Lione, Liverpool e Tottenham, mentre al Bayern ha mancato la finale per la differenza reti tra gol in casa e in trasferta. Il Barcellona dei “Monstars”, i “piccoletti” del pallone resi fenomeni anche grazie al suo gioco perfetto, è stato per diversi anni una condanna, una maledizione, scacciata nella notte di Istanbul. Pep torna a vincere la Champions 4396 giorni dopo l’ultima volta. Era il 28 maggio, Barcellona-United 3-1. Oggi è il 10 giugno. Wonderwall, eccolo qui.


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