Guida distratta: rischi al volante, guidatori aggressivi

Dal Barometro della guida responsabile di Fondazione Vinci Autoroute emerge un quadro sconfortante sui comportamenti in strada. E la conferma che i veri nemici sono la sopravvalutazione e l’uso dello smartphone

Maurizio Bertera

Uno degli aspetti più interessanti di una ricerca sui comportamenti delle persone è vedere come si guardano gli “altri” senza pensare che gli interpellati sono pure loro “altri”. Ed ecco che dal 14esimo Barometro della guida responsabile, lo studio sulle abitudini degli automobilisti condotto da Ipsos su più di 12 mila persone in 11 Paesi europei e commissionato dalla Fondazione Vinci Autoroutes, emerge una realtà dove aggressività e distrazione la fanno da padrone.  Nello specifico, il Barometro, permette di monitorare l’evoluzione dei comportamenti a rischio e delle buone abitudini per contribuire, in particolare, a orientare meglio i messaggi di prevenzione.”Il ritratto degli europei al volante che emerge da questa nuova edizione  della ricerca – ha dichiarato Bernadette Moreau, Delegata Generale della Fondazione Vinci Autoroutes – riflette una società divisa tra la paura di una crescente violenza, anche sulla strada, e la difficoltà per tutti, a prescindere dall’età, di adottare azioni concrete per ridurla”.

SOPRAVVALUTAZIONE

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L’esempio migliore: gli automobilisti europei sono convinti di essere esemplari al volante: il 97% cita almeno un aggettivo positivo per descrivere il proprio comportamento di guida (stessa quota per i guidatori italiani): nella stragrande maggioranza dei casi si considerano vigili (75% e gli italiani 80%), calmi (58% e solo 47% in Italia) o addirittura cortesi (29%, curiosamente da noi si scende al 20% di quota). Solo alcuni ammettono di essere stressati (11%)  ma non si considerano quasi mai aggressivi (3%), pericolosi (1%) o irresponsabili (1%). Poi l’altra faccia della medaglia: l’80% degli automobilisti cita almeno un aggettivo negativo per descrivere il comportamento degli altri (84%), ritenendoli pericolosi (28%, il 35% tra gli italiani), irresponsabili (43% e 49%), aggressivi (30% e 25%) o stressati (34% anche in Italia). Alcuni guidatori ammettono di comportarsi diversamente quando sono al volante, sentendosi protetti dall’abitacolo. Ad esempio, il 14%  ha la sensazione di non essere più la stessa persona e si considera più nervoso, impulsivo o aggressivo rispetto a come vive la quotidianità. Il 19% di essi si sente “come in una bolla” e presta meno attenzione agli altri (18%). 

Il concetto di libertà

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Più di 1 automobilista su 7 arriva addirittura ad affermare che, sulla strada, “ognuno pensa a se stesso” e l’83% afferma di temere l’aggressività degli altri quando è alla guida, percentuale che continua ad assestarsi su livelli molto alti. Dal report, emerge che – sebbene le norme del codice della strada siano redatte per tutelare gli automobilisti e tutti gli utenti della strada – la stragrande maggioranza  le ignora in nome di una “libertà” immediata, senza considerare le possibili conseguenze per la propria sicurezza e per quella degli altri. Quasi 9 automobilisti europei su 10 (l’85%) superano il limite di velocità di alcuni chilometri orari (82%); il 16%  ha già avuto o sfiorato un incidente a causa della velocità eccessiva o non adeguata, il 58% non rispetta le distanze di sicurezza e il 52% dimentica di mettere la freccia nei sorpassi o nei cambi di direzione. E ancora in autostrada, il 53% circola sulla corsia centrale anche se la corsia di destra è libera; il 21%  dichiara di non indossare talvolta la cintura di sicurezza (27%), e la percentuale sale al 27% tra gli under 35.

IL RISCHIO SONNOLENZA

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Quanto agli incidenti, il 51% degli europei ritiene che la disattenzione sia tra le principali cause di incidenti mortali sulle strade in generale, al primo posto, davanti alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti e, a seguire, all’eccessiva velocità (gli italiani collocano la disattenzione al primo posto). Tuttavia, l’84% degli automobilisti ammette di distogliere talvolta lo sguardo dalla strada per più di 2 secondi il che, a 130 km/h, equivale ad almeno 72 metri percorsi “alla cieca”. Questa disattenzione è in gran parte legata alla cattiva abitudine, purtroppo sempre più diffusa, di utilizzare lo smartphone per conversazioni telefoniche, messaggi, e-mail, applicazioni, Gps, ecc. mentre si guida. Il 77% degli europei usa lo smartphone o imposta il Gps mentre guida; il 67% dichiara di telefonare mentre è al volant (+4 rispetto al 2018) e di questi il 44% lo fa regolarmente. Da sottolineare che per il Barometro questa cattiva abitudine riguarda tutte le fasce di età: il 79% degli under 35 e il 56% degli over 55. Altro elemento che preoccupa: tra le principali cause di incidenti mortali in autostrada, gli automobilisti europei collocano la sonnolenza al quarto posto, dietro all’eccessiva velocità, alla disattenzione e alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, sebbene rimanga uno dei principali fattori di mortalità in autostrada. A testimonianza di questa sottovalutazione del rischio di sonnolenza, il 38%  afferma di mettersi al volante anche quando è molto stanco.




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