Guida e alcol e guida e droga: legge, test e sanzioni


Due condotte molto pericolose regolate diversamente dal Codice della strada. E gli accertamenti irripetibili spesso sono l’ago della bilancia

Alessandro Conti

– Milano

Il Codice della strada tratta in maniera differente la guida sotto l’influenza di alcol dalla guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti. Sono diversi anche gli accertamenti che vengono effettuati e che poi possono avere un peso importante nel corso di un eventuale processo. L’incidente avvenuto a Casal Palocco, a Roma, in cui ha perso la vita Manuel, un bambino di 5 anni e in cui il guidatore del Suv Lamborghini Urus preso a noleggio è poi risultato positivo ai cannabinoidi, ripropone una fattispecie purtroppo molto frequente: appunto la guida sotto influsso di alcol o droga. Che, come detto, viene trattata in maniera differente dagli articoli 186, 186-bis e 187 del Codice della strada e in caso di morti e feriti si va nel penale. Tuttavia codici e leggi non azzerano il rischio di errori durante gli accertamenti che poi daranno una direzione ben precisa all’esito di un possibile processo.

alcol

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La guida sotto l’influenza dell’alcol è regolata dall’articolo 186, mentre il 186-bis tratta specificamente di conducenti sotto i 21 anni o neopatentati. In generale il limite di legge previsto è di 0,5 grammi per litro. La sanzione è graduale: da 0,51 a 0,8 grammi la sanzione va da 543 a 2.170 con sospensione della patente da tre a sei mesi; da 0,81 a 1,5 la multa va da 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi; oltre 1,5 ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno mentre la sospensione della patente va da uno a due anni se non ci sono precedenti, ma si può arrivare alla revoca nel caso di recidiva nel biennio. Le sanzioni sono aumentate per i minori di 21 anni e per i neopatentati. In caso di incidente in cui sia accertata l’ebbrezza alcolica del guidatore, sia neopatentati che “esperti”, le sanzioni sono raddoppiate. Se il guidatore supera 1,5 grammi per litro la patente è sempre revocata. 

stupefacenti

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La guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti è regolata dall’articolo 187 del Codice della strada. “Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica – recita la norma – dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto, da sei mesi ad un anno. All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni”. Se il reato è commesso con un’auto di una persona estranea all’illecito la sospensione è raddoppiata. Se il conducente in stato di alterazione provoca un incidente le pene sono raddoppiate.

l’importanza degli accertamenti

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Nell’ipotesi di procedimento penale il modo in cui sono svolti gli accertamenti, come detto in precedenza, ha un peso importante, a volte fondamentale. Ad esempio nel caso di stupefacenti “nelle urine le tracce rimangono per diversi giorni. L’unico modo per accertare se l’incidente è avvenuto con il guidatore in stato di alterazione è l’esame del sangue e si tratta di un atto irripetibile. Quando si fanno i prelievi vanno date delle garanzie alla persona oggetto dei test” spiega Erdis Doraci, avvocato romano specializzato in cause legate al codice della strada. Non è raro invece che, in buona fede, per superficialità o leggerezza, gli esami necessari vengano svolti male, in maniera incompleta oppure in ritardo. Al Codice della strada è allegata,  prosegue il legale, “una tabella in cui sono inserite le sostanze stupefacenti. Questa tabella è aggiornata periodicamente” anche per evitare casi come quelli in cui i principi attivi contenuti in alcuni farmaci erano stati inclusi nella lista. Anche per l’eccesso alcolico l’etilometro fotografa la situazione in cui è stato fatto il test ma non descrive la curva, in ordine temporale, di presenza di alcol nel sangue che varia da persona a persona.

omicidio stradale

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Nel codice penale dal 2016 è stata inserita la fattispecie dell’omicidio stradale che prevede l’aggravante della consapevolezza di potere provocare un rischio, il cosiddetto dolo eventuale: “La differenza dall’omicidio – prosegue Doraci – in cui il dolo eventuale è omnicomprensivo, e quindi è lasciato alla discrezionalità del giudice, è che nell’omicidio stradale sono previste tre circostanze ben precise: superamento di velocità, alcol e stupefacenti”.   




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