Il Milan e il mercato in uscita: chi resta, chi parte, chi è incerto

Non solo affari in entrata: il Diavolo ’24-25 dipenderà strettamente anche da chi – e da quanti – saluteranno. Ecco le proiezioni al momento attuale, reparto per reparto. Con l’incognita del nuovo allenatore…


Marco Pasotto

Giornalista

Aree di intervento per rinforzare la rosa: quattro (almeno). Un difensore centrale, un terzino destro, un centrocampista difensivo e un centravanti. È in queste zone che si concentreranno – e già si stanno concentrando – le attenzioni della dirigenza. Questa però è la parte che riguarda gli affari in entrata. Perché poi ci sono quelli in uscita, di cui magari spesso si parla di meno ma in realtà sono in tutta evidenza strettamente legati agli arrivi. Perché per aggiungere armadietti a Milanello occorre anche svuotarne qualcuno. Situazione? Fluida, com’è normale che sia metà maggio. Fluida anche perché in base al nuovo allenatore, alcune gerarchie potrebbero cambiare. E occhio alla possibile partenza illustre: Tonali insegna.

porta

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La situazione di Maignan è delicata. Al momento non ci sono veri e propri “alert” su un suo addio, ma emergono due riflessioni importanti. La prima è che il francese ha grandi ambizioni di crescita e soprattutto fame di vittorie, nel senso di titoli. Di trofei. La seconda è che il tavolo delle trattative per il rinnovo è in una situazione di stallo: la forbice domanda-offerta al momento è consistente, cosa che non fa riflettere solo il giocatore, ma anche il club. Soprattutto considerando che il rendimento di Mike quest’anno, pur rimanendo su livelli più che buoni, è calato. Fattore a cui si aggiunge una certa cagionevolezza fisica. In caso bussi qualcuno con un’offerta congrua – il Milan ragiona nell’ottica dei 100 milioni, cifra oggettivamente esagerata -, Maignan saluterebbe. Sportiello rimarrà comunque a fare il secondo, Mirante (in scadenza) saluterà. Possibile che il terzo lo faccia Nava.

difesa

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Incedibili? Nessuno. Ma proprio nessuno. Il reparto arretrato in questa stagione è stato il tallone d’Achille rossonero. Rispetto all’annata scudetto sono calati tutti. Cali, a volte, anche drastici. Vale quindi il ragionamento fatto per Maignan: in caso di offerte all’altezza, arrivederci e grazie. Il primo nome da accostare a questo ragionamento è Kalulu, il secondo è Thiaw. Tomori invece è considerato uno di quelli da cui ripartire e Gabbia – seconda parte di stagione in rossonero decisamente positiva – stavolta rimarrà al campo base. Ai saluti Kjaer e Caldara, ma attenzione a Hernandez: dei tre big in rosa – gli altri due sono Maignan e Leao – parrebbe lui, nell’eventualità di una cessione illustre, il maggior indiziato a salutare. Calabria e Florenzi (utile anche perché può giocare su due fasce) resteranno dove sono.

centrocampo

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Ci sono due colonne da cui ripartire: Reijnders e Loftus-Cheek. Loro non si muoveranno, e lo stesso molto probabilmente avverrà per Bennacer e Musah, che ha ampi margini di miglioramento e può recitare più spartiti. Da valutare la situazione di Pobega e soprattutto di Adli, che quest’anno è stato impiegato con assiduità ma non ha convinto totalmente.

attacco

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Giroud lascerà un vuoto di gol che verrà colmato da un nuovo centravanti. Le quotazioni su una permanenza di Jovic, altalenanti lungo la stagione, ora come ora parrebbero volgere maggiormente verso il bello. La media gol del serbo, al netto di qualche partita di troppo senza squilli, rimane decisamente interessante e l’orientamento del club è quello di tenerlo con sé. Poi, altre tre conferme: Pulisic fa parte della ristretta schiera degli intoccabili, ma proseguiranno a lavorare a Milanello anche Chukwueze e Okafor. Infine – ma non certo ultimo -, Leao. Se Theo, fra i tre big, sarebbe il maggior indiziato a salutare, Rafa al momento appare come il maggior indiziato a rimanere. Un po’ perché la sua crescita è ben lungi dall’essersi completata, un po’ perché ora come ora il portoghese sta bene in rossonero e un po’ perché il rendimento della stagione in corso stride pesantemente con la clausola da 175 milioni: chi la pagherebbe, ora come ora?




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