Il ritorno di Acerbi a San Siro: cori per lui dai tifosi, Marotta e Farris lo difendono

MILANO – Dopo le accuse di razzismo da parte di Juan Jesus, il procedimento davanti al giudice sportivo e l’assoluzione per mancanza di prove, Francesco Acerbi è tornato in campo a San Siro. Prima della partita, al suo solito, si è rivolto a dio, alzando gli occhi al cielo e indicando in alto con entrambe le mani. Poi ha giocato una buona gara, dimostrando di non avere accusato la tensione di quanto successo nei giorni scorsi, compresa l’esclusione dal ritiro della nazionale: ha fatto una bella chiusura su Niang, gli anticipi di testa su Cambiaghi e Zurkowski, i passaggi profondi per i centrocampisti. Al pari di tutti i suoi compagni – da Lautaro a Calhanoglu, fino a Bastoni, Mkhitaryan e Frattesi – il difensore della Nazionale è stato incitato dal pubblico di San Siro, che ha scandito il suo nome.

Le dichiarazioni di Marotta e Farris

A parlare del procedimento per razzismo che lo ha riguardato è stato per la prima volta dall’inizio della vicenda l’ad nerazzurro Beppe Marotta, che si è dimostrato già prontissimo per quegli incarichi politici a cui ha detto di volersi dedicare dopo il 2027, quando scadrà il contratto con l’Inter: “Acerbi ha avuto problemi di salute seri, è un uomo con la U maiuscola e saprà venire fuori da questa situazione. Finora siamo stati zitti volutamente. È una pagina amara, comunque la si veda. Acerbi ci ha raccontato la sua verità. Non avevamo dubbi, né riscontri di un comportamento di discriminazione razziale. L’Inter è contro qualunque discriminazione. Da questo punto di vista, siamo al fianco di Juan Jesus”. Chi invece ieri sera non ha parlato fuori dal campo è stato Simone Inzaghi, che come spesso gli è successo in carriera è rimasto senza voce dopo la partita. Al suo posto, ai microfoni, il vice Massimiliano Farris, che si è schierato con il suo giocatore: “C’è stato un polverone mediatico. Ci ha detto la sua verità e ci siamo schierati dalla sua parte, non ci sono state frasi razziste. Lo conosco da tempo, non è un razzista, un bravissimo ragazzo. Archiviato questo brutto episodio, sapevamo che avrebbe risposto da professionista come ha sempre fatto”.

L’indignazione del senatore Antoniozzi

Nei cori di San Siro per Acerbi, qualcuno ha visto una sorta di solidarietà per le accuse di razzismo di cui è stato fatto oggetto. A rinfocolare la polemica è Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha dichiarato: “Sentire un intero stadio, quello di San Siro, fare i cori pro Acerbi, sapendo perfettamente che Juan Jesus non è un bugiardo, è incredibile. E la cosa che fa un po’ ridere è che oggi era una giornata dedicata alla lotta al razzismo. Mi chiedo perché non gli abbiano fatto fare il giro di campo…”. Antoniozzi è molto attento a quello che accade a San Siro. Già lo scorso 12 febbraio aveva bacchettato così i tifosi del Milan: “Anche ieri purtroppo durante Milan-Napoli si sono levati cori odiosi contro Napoli. Qualcuno pensa che siano sfottò ma sono esibizioni vergognose. Il calcio dovrebbe unire gli italiani e dovrebbe essere privo di qualsiasi riferimento di discriminazione o odio razziale”.


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