Impugnate la penna, torna la Bottega della Poesia di Repubblica Torino


Ah, l’amore. Chi non ha mai scritto una poesia d’amore? C’è chi ne ha scritte migliaia, chi centinaia, chi decine. C’è chi si è consolato a forza di Amor ch’a nullo amato amar perdona e chi ha imitato con languore sentimentale Jacques Prévert e Pablo Neruda. C’è chi si è accontentato di T’amo o pio bove. E però ci sono anche quelli che con orgoglio, pensando sia un titolo di merito, possono rispondere: io!, io non ho mai scritto poesie, tanto meno poesie d’amore. Squilla come un punto esclamativo quel loro io.
Ecco, a tutti costoro oggi si può ribattere: è tempo che tu lo faccia, che tu metta in forma di versi il tuo sentimento d’amore, che sia fatto di felicità o dolore, che induca alla speranza o alla malinconia, che si intrecci con il desiderio o l’illusione. Lascia indietro la pena d’amore e impugna la penna con amore. Amore per la poesia.

Certo, per amore della poesia, si può anche scrivere di guerra, cibo, universo, di animali, peccati e condomini, di sport e malattia, di dio o chi per esso. Di tutto si può scrivere in poesia. E allora, che lo si faccia e si spedisca qui il risultato finale.

Questo è un invito e un impegno, lo avete già capito. Avete già letto il titolo del pezzo. Riparte la nostra Bottega della Poesia. Riaprite i cassetti e i file. Scrivete, rileggete, correggete e spedite. Questo l’indirizzo poesia.torino@repubblica.it. Per la posta ordinaria: Bottega della Poesia c/o La Repubblica, via Lugaro 15, 10126 Torino.

Mettete tutta la vostra cura e il vostro amore. E partecipate a quello che si può considerare un lavoro di comunità: una comunità di lettori che ha fiducia nella poesia come chiave per leggere sé stessi, come strumento per interpretare il mondo, come mezzo per viaggiarlo, il mondo, un mondo di cose e di idee, di sentimenti e di azioni, dentro e fuori di sé. Una comunità che ha tale fiducia nella poesia da misurarsi con la sua pratica.

Se siete arrivati fin qui a leggere l’articolo è perché siete già dei nostri. E allora bastano poche parole ancora e un paio di informazioni. La nostra Bottega, da sempre, è un invito a scoprire, sperimentare, condividere esperienze e immaginazione, instaurare un dialogo attraverso la poesia. Qui, sulle pagine di Repubblica Torino. Con due regole essenziali da rispettare.
La prima è che si possono inviare solo tre componimenti per ogni e-mail. La seconda è che i componimenti non devono superare i quindici, sedici versi: non per limitare l’ispirazione, ma per aiutarla e, soprattutto, per consentire la presenza sulla pagina di più poesie, così che si possa instaurare un vero dialogo, un vero confronto fra chi partecipa.

Anche questa volta, infine, l’azienda Aurora offre in omaggio una penna stilografica a dieci autori selezionati fra tutti coloro che nei prossimi mesi verranno pubblicati sulla Bottega.

Aspettiamo i vostri versi. Il primo appuntamento è per martedì 14. È proprio nel giorno di San Valentino che prende il via la nuova serie della Bottega, che verrà riproposta anche sull’edizione digitale di Repubblica Torino. Buon viaggio, ancora una volta insieme.


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