Inter in Turchia: il club e l’academy


I nerazzurri hanno aumentato la presenza nel paese negli ultimi tre anni con la collaborazione alla formazione di talenti locali e con una realtà che funge da punto di incontro per tutti i tifosi. Le iniziative

Istanbul, la finale di Champions League, l’Inter tra le contendenti e Hakan Calhanoglu tra i protagonisti. Comunque vada la partita dell’Ataturk contro il Manchester City, il 10 giugno 2023 sarà ricordato a lungo in Turchia, soprattutto dalle parti di Mersin, roccaforte nerazzurra nel paese del Mediterraneo orientale che funge da ponte tra Europa e Asia. È lì che dal 2020 si trova il quartier generale dell’Inter “turca”, ovvero il punto da cui viene coordinata tutta l’attività delle realtà legate alla società di viale della Liberazione. Prima l’Academy di altissimo livello che già sta dando ottimi frutti in tutta la nazione e poi, dallo scorso anno, il Club dedicato ai sostenitori nerazzurri che si trova subito a godere della partita più importante degli ultimi 13 anni proprio nella città più famosa del paese.

Conto alla rovescia

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A raccontarlo è Firat Tasvur, presidente dell’Inter Club Turchia e coordinatore internazionale dell’Inter Academy locale: “Mio padre lavorava in un’azienda italiana e tornava a casa con riviste calcistiche del vostro Paese. Non capivo la lingua, ma studiavo le fotografie: guardando quelle di Alvaro Recoba e Ronaldo ho iniziato a seguire l’Inter, quindi ora fare questo lavoro è un sogno”. Gli ultimi giorni a Mersin sono stati a dir poco frenetici vista la portata dell’appuntamento imminente: i telefoni squillano di continuo e si lavora incessantemente, ma ospitare l’Inter per una partita così importante è un vero “sogno”, parola che nell’ambiente nerazzurro si è sentita di continuo nell’ultima settimana.

Il club

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Partendo dalla fine, l’Inter Club Turchia porta il 2022 come anno di nascita ed è bastato cambiare una volta il calendario per avere un’enorme occasione di aggregamento e proselitismo. E infatti il primo passo è stata la semifinale di Champions League Inter-Milan in cui due membri hanno viaggiato fino al Giuseppe Meazza per godersi il dolcissimo derby di ritorno. Non male, come inizio. alcuni rappresentanti del Club e dell’Academy, poi, giovedì sono stati invitati a un evento Nike in cui hanno potuto incontrare di persona uno degli eroi simbolo del Triplete del 2010, Marco Materazzi: due chiacchiere con l’ex difensore, qualche foto e autografi. “Dopo la finale punteremo forte sulle iscrizioni – continua Firat Tasvur -, il nostro obiettivo è superare presto i duemila membri”. E anche il vicepresidente Javier Zanetti ha già incontrato il Club.

L’incubatrice

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Al momento, però, il fiore all’occhiello nerazzurro in Turchia è l’Academy, che in un solo anno e mezzo effettivo ha già raggiunto risultati incredibili: “Ufficialmente la data di nascita è il 2020 – spiega Tasvur -, però le attività sono cominciate in concreto più tardi a causa della pandemia di Covid. L’idea dei tre soci Huseyin Altun, Huseyin Gokten e Huseyin Kilavuz (tutti imprenditori nel campo della logistica) era quella di istituire delle scuole calcio d’eccellenza per formare giovani calciatori di livello. Quando hanno cercato un club straniero per integrare nuove metodologie, l’Inter è stato quello che più ha impressionato. Non solo è uno dei vivai migliori al mondo, ma soprattutto ha messo sul tavolo un vero progetto, non limitato soltanto alla volontà di mettere uno stemma sui centri sportivi in Turchia: mandano degli allenatori che utilizzano le stesse metodologie del settore giovanile nerazzurro e i risultati sono già strabilianti”. L’annata del 2009 è per esempio la più forte a Mersin, e negli ultimi due anni è arrivata prima al secondo posto negli Under 13 Nazionali e poi quarta negli Under 14, perdendo in semifinale con un’altra squadra dell’Inter Academy di Diyarbakir. Non si tratta, però, di un progetto di scouting: “I nerazzurri ci forniscono conoscenze e metodologie oltre all’esperienza di alcuni allenatori, ma lasciano liberi i calciatori di decidere sul proprio futuro. Un nostro ex giocatore ha già esordito in Super Lig con il Kayserispor a 17 anni, un altro è stato preso al Trabzonspor. E si parla di oltre una ventina di società in circa 15 città (8 a Mersin, 5 a Istanbul)”. In più, ci sono in programma dei viaggi a Milano per giocatori e allenatori, con la possibilità di visitare il museo della società, di allenarsi e di giocare nelle strutture nerazzurre.

La grande famiglia

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Il circolo, ovviamente, è virtuoso. Perché chi gioca con la maglia nerazzurra comincia a tifare Inter e così fanno i genitori e i parenti, con grandi chance di allargare le fila dei membri del Club. Intanto, in occasione della finale di Champions League, in ogni città in cui l’Academy è presente i piccoli talenti e le rispettive famiglie si ritroveranno per godersi insieme la partita, pronti a scattare in piedi al primo guizzo della squadra di Simone Inzaghi. Magari di Calhanoglu: “È il capitano della nostra nazionale e giocatore più conosciuto nel paese, è un onore averlo a Istanbul a giocarsi la vittoria finale. Dopo Emre Belozoglu e Okan Buruk (oggi allenatori all’Istanbul Basaksehir e al Galatasaray), la tradizione continua”.


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