Inter, la ThuLa è a secco da un mese, ma con i gol degli altri lo scudetto è a un passo

Nelle ultime quattro gare, a segno solo difensori e Sanchez, ma la seconda stella è sempre più vicina


Andrea Ramazzotti

Giornalista

Simone Inzaghi sa vincere anche senza i gol della ThuLa. Lautaro Martinez e Marcus Thuram, i due bomber che per mesi hanno trascinato la squadra a suon di gol e prestazioni maiuscole, si sono inceppati e non segnano da oltre un mese, ma nonostante ciò il tecnico di Piacenza è sempre più vicino al primo scudetto della sua carriera da allenatore. Perché ha saputo trovare gol “alternativi” sia con i difensori sia con Alexis Sanchez, ma anche perché contro l’Empoli ha ritrovato una difesa di ferro, capace di inanellare il clean sheet numero 19 in 30 giornate. Ecco perché i digiuno dei due attaccanti non lo preoccupa eccessivamente. Il Toro è uscito dal campo contrariato dopo la sostituzione a tredici minuti dal termine e anche Thuram, che non è mai stato capace di inquadrare lo specchio, a fine incontro era meno sorridente rispetto ad altre occasioni. Due piccole nubi in una primavera interista che si preannuncia ricca di festeggiamenti e sorrisi.

ANOMALIA

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Nell’Inter attuale, in cui la manovra viene sviluppata in maniera armoniosa, sembra più facile per gli esterni e i centrocampisti arrivare alla conclusione. Non è un paradosso, ma il frutto di un gioco che porta Thuram ad attaccare spesso la profondità, ma in maniera decentrata, e Lautaro ad andare incontro alla manovra, allontanandosi dalla porta avversaria per cercare il filtrante. In compenso la formazione di Inzaghi esprime una manovra rapida e non dà punti di riferimento agli avversari perché attacca con più uomini, crea la superiorità sulla fasce ed è brava a ribaltare l’azione. Ciò premesso, fino a febbraio l’Inter ha fondato molti dei suoi successi sui guizzi dell’argentino e del francese. Quest’ultimo dopo l’infortunio all’adduttore destro patito all’andata contro l’Atletico Madrid (20 febbraio), non è più tornato sui suoi livelli, mentre Lautaro, che si è sbloccato dopo 16 incontri senza reti con la sua nazionale, in Serie A è a secco da tre match (quattro compreso il ritorno di Champions al Metropolitano dove ha sbagliato il rigore decisivo). Non gli succedeva da settembre e non a caso, quando ha visto accendersi sulla lavagna del cambio il numero 10, non ha nascosto un certo disappunto. Per il ragazzo di Bahia Blanca il record di 36 centri in campionato di Higuain e Immobile a questo punto è quasi impossibile da raggiungere perché dovrebbe segnare 13 reti in 8 giornate. Di certo però quando, da capitano, alzerà la coppa di campione d’Italia sorriderà come nei giorni dei trionfi con la Seleccion.

DECIDONO GLI ALTRI

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Inzaghi in compenso può sorridere perché nelle ultime quattro gare hanno segnato quattro difensori: due reti di Dimarco, una di Bisseck e una di Darmian. Singolare è il fatto che tre degli assist siano arrivati da Bastoni, uno dei cursori nerazzurri che avanza con o senza palla a testimonianza di un gioco vario e difficile da neutralizzare per gli avversari. Dimarco sta vivendo una stagione super e in campionato è a quota 5 reti come nel 2020-21, quando indossava la maglia del Verona. Aveva già segnato all’andata contro l’Empoli e anche in quel caso era stato il gol dell’1-0. Considerando gli assist, l’esterno mancino ha messo il piede in 11 reti in campionato: negli ultimi 20 anni solo Maicon e Hakimi hanno numeri superiori ai suoi. Più in generale, però, questa Inter dà la sensazione di poter mandare in rete tutti gli effettivi e la conferma è arrivata dal raddoppio di Sanchez, entrato insieme all’autore del cross vincente (Dumfries) proprio quattro minuti prima. Degli 88 gol stagionale (73 in Serie A, 10 in Champions, 4 in Supercoppa e 1 in Coppa Italia), la ThuLa ne ha firmati 38 (26 Martinez e 12 Thuram) ovvero il 43%. Una percentuale molto più bassa rispetto a qualche mese fa che testimonia la crescita di un’Inter che dipende sempre meno dai singoli e sempre di più dal gioco.




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