Italrugby, Quesada è il nuovo c.t.: “Onorato di allenare gli azzurri”


Prenderà il posto di Crowley che guiderà gli azzurri al Mondiale. È al primo incarico da commissario tecnico: “C’è un gruppo di atleti di talento”

Sarà Gonzalo Quesada il nuovo ct dell’Italia dall’1 gennaio 2024. Prenderà il posto di Kieran Crowley – che guiderà gli azzurri al Mondiale in programma dall’8 settembre al 28 ottobre in Francia – in vista della venticinquesima edizione del Guinness Sei Nazioni.

L’annuncio

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Il tecnico argentino è stato ufficializzato dalla Federazione Rugby dopo aver raggiunto il barrage del Top14 francese con lo Stade Francais. Originario di Buenos Aires, cresciuto nell’Hindù Club e laureato in Economia all’Università di Belgrano, Quesada vanta una brillante carriera da mediano d’apertura e, nelle sue 38 presenze con la maglia dell’Argentina ha totalizzato 486 punti, quarto Puma più prolifico di tutti i tempi. La sua carriera da giocatore, così come quella da tecnico, è però strettamente connessa con la Francia, dove Quesada è arrivato nel 2000 vestendo le maglie di Narbonne, Bezier, Stade Francais, Pau e Tolone: ritiratosi nel 2007, ha subito avviato un promettente percorso come tecnico, vestendo i panni dell’assistente allenatore della Nazionale transalpina guidata da Marc Lièvremont dal 2008 al 2011, conquistando il Grande Slam nel 2010 e raggiungendo la Finale di Auckland persa di misura 8-7 contro gli All Blacks padroni di casa.

Le parole

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“Sono onorato e orgoglioso di diventare il Commissario Tecnico della Nazionale italiana – ha scritto Quesada in un comunicato – Nelle ultime stagioni l’Italia è molto migliorata, rispettando i propri abituali punti di forza e sviluppando contestualmente un gioco avvincente. C’è un gruppo di atleti di talento che nei prossimi anni svilupperà una crescente esperienza internazionale. La nostra emozionante missione sarà quella di guidarli attraverso questo percorso, lavorando duro, rispettando e sviluppando la cultura e i valori italiani, per portare questa squadra ad esprimere il proprio massimo potenziale”.


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