Jorginho-Lazio: l’Arsenal è pronto a cederlo, ma il nodo è l’ingaggio


L’Arsenal pronto a cederlo se l’azzurro lo chiederà. Ma guadagna 6,5 milioni l’anno I biancocelesti ci proveranno con un contratto più lungo

Eccolo il regista giusto. Quello che metterebbe d’accordo tutti. E che, pur essendo un giocatore affermato, non avrebbe neanche la controindicazione di offuscare la crescita nel ruolo di Danilo Cataldi. Perché con il giocatore romano potrebbe tranquillamente alternarsi. Jorginho, basta il nome.

È lui il nuovo/vecchio obiettivo della Lazio come centrale di centrocampo. Vecchio, perché non è la prima volta che il suo nome viene accostato al club biancoceleste. Nuovo, perché in passato era solo una suggestione, stavolta è invece un progetto, anche se ancora in fase embrionale e comunque di difficile attuazione.

Pupillo

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Jorginho, che compirà 32 anni a dicembre, gioca dallo scorso gennaio con l’Arsenal dopo essere stato un punto fermo del Chelsea nei quattro anni e mezzo precedenti. Con i Blues londinesi ha vinto la Champions nel 2021 e l’Europa League nel 2019, quest’ultima con Sarri in panchina. Il suo principale sponsor è proprio il tecnico toscano. Che rappresenta pure la principale arma in favore della Lazio per convincere il giocatore ad accettare il trasferimento (oltre che nella stagione al Chelsea Sarri lo ha allenato anche a Napoli per tre anni). Con l’Arsenal l’italo-brasiliano ha il contratto in scadenza tra un anno e il club londinese sembrerebbe intenzionato a lasciarlo partire per una cifra ragionevole se il giocatore lo chiederà. Ragionevole però non significa irrisoria e neppure bassa, anche perché a gennaio i Gunners hanno sborsato 12 milioni di euro per strapparlo al Chelsea. Facile che i londinesi chiedano una cifra simile per cederlo.

Il nodo ingaggio

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La volontà del giocatore potrebbe però agevolare la trattativa. Nel senso che l’Arsenal potrebbe andare incontro ad un’eventuale richiesta dell’ex Chelsea di tornare in Italia. Una prospettiva che in effetti a Jorginho non dispiace affatto dopo aver trascorso gli ultimi cinque anni in Premier. Rientrando in Serie A, l’ex Napoli avrebbe tra l’altro la possibilità di prepararsi al meglio all’Europeo 2024 nel quale dovrà difendere con gli azzurri il titolo conquistato a Londra nel 2021. E sicuramente gli piacerebbe tornare a lavorare con Sarri, il suo mentore, l’uomo grazie al quale la sua carriera è decollata. Operazione fattibile, dunque. Ma c’è un nodo grande così: è l’ingaggio del giocatore. Il centrocampista ha attualmente uno stipendio di circa 6,5 milioni l’anno. Assolutamente fuori portata per la Lazio. Per convincerlo ad accettare una cifra più bassa (non superiore ai 4 milioni) serviranno tutti i buoni uffici di Sarri. E magari anche un contratto lungo. Perché quella cifra di 6,5 milioni Jorginho ce l’ha garantita ancora per un solo anno. Legittimo che aspiri a guadagnare ancora quelle cifre. Potrebbe sicuramente trovare qualche club che gliele assicuri, ma – vista l’età – al massimo per altri 2-3 anni. La Lazio, come fatto già in passato con altri giocatori, potrebbe invece proporrgli un contratto a cifre più basse, ma con una durata più lunga, anche di cinque anni.

Le alternative

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La strada è stretta, dunque. Ma percorribile. E la Lazio non vuole lasciare nulla di intentato. Anche perché Jorginho farebbe lievitare di parecchio il tasso tecnico della squadra. Val la pena provarci, insomma. Nel frattempo resistono le candidature alternative. Quella più concreta porta a Istanbul, dove gioca (con il Galatasaray) l’uruguaiano Torreira. Ma ci sono pure un paio di piste italiane, relative a giocatori stranieri della Serie A: Schouten (Bologna) e Boloca (Frosinone). Elementi che non hanno lo stesso pedigree di Jorginho, ma che sono sicuramente più abbordabili.


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