Juve, media punti da Serie B! Solo in 3 hanno fatto peggio

Il tracollo da gennaio: la squadra di Allegri è passata da una media di 2,47 punti a gara nelle prime 21 giornate all’attuale 0,77. Per fare gli 11 punti richiesti dal tecnico dovrebbe andare a velocità doppia nei prossimi 8 incontri


Livia Taglioli

Giornalista

Cifre da capogiro. Anzi da svenimento: a partire dal weekend del 27-28 gennaio scorso, la Juventus ha infatti conquistato solo sette punti in nove partite di Serie A, sui 27 disponibili. Uno shock per i tifosi, ma anche per la squadra, che nemmeno contro la Lazio ha manifestato segnali di ripresa. Anzi. La Juve è incappata nella quarta sconfitta degli ultimi due mesi, quattro sono pure i pareggi mentre la casella delle vittorie continua a far registrare un misero “1”. Nello stesso periodo soltanto Salernitana (due), Frosinone (tre) e Sassuolo (quattro) hanno ottenuto meno punti dei bianconeri. Un quadro che porta ad un’unica conclusione: la Juve sta viaggiando ad una media-retrocessione, scesa ora a 0,77 punti a gara (rispetto ai 2,47 delle prime 21 gare). E sempre per restare ai numeri le prospettive non appaiono certo rosee: se la squadra continuasse con questo passo le prossime ultime otto gare apporterebbero alla classifica bianconera 6,16 punti: per la Juve significherebbe chiudere con 66 punti (arrotondati per eccesso), dunque sotto la soglia-Champions prevista da Allegri (70). Un’ipotesi estrema, ma numeri alla mano non così irrealizzabile. Sempre seguendo i calcoli del tecnico: alla Juve, ora a quota 59, servono almeno altri 11 punti da qui a fine stagione, il che equivale a dire che nelle prossime otto gare dovrebbe più o meno raddoppiare la sua velocità di marcia.

la crisi

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In verità senza troppo preavviso, il primo scricchiolio si è avvertito contro l’Empoli, partita alla quale la Juve era arrivata da prima della classe grazie anche al posticipo di una partita del calendario dell’Inter causa Supercoppa. Un primato durato un soffio: già il pareggio con i toscani consentiva un nuovo sorpasso nerazzurro. Ma è stato dal match seguente, lo scontro diretto di San Siro, che la crisi è divampata: sconfitta bianconera di dimensioni ben maggiori rispetto al risultato (1-0), nella sostanza della partita e ancor più nell’impatto mentale, con strascichi catastrofici nel prosieguo del campionato. per la Juve addio dunque al sogno-scudetto, silenziato ma fin lì cullato, ma non solo: per la squadra è stato un crash devastante, la prima pietra delle successive otto gare da incubo.

il crollo verticale

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Da lì infatti è arrivato il crollo verticale, inatteso quanto inarrestabile, che è costato alla Juve il vantaggio accumulato fin lì. Perse fiducia e autostima, la squadra di Allegri è crollata neanche fosse d’argilla, sprofondando dal primo al terzo posto, ma soprattutto assistendo all’aprirsi di un inesorabile baratro fra lei e le altre, guardando verso l’alto: in due mesi l’Inter capolista è balzata a +17 (al netto della gara con l’Empoli, ancora da giocarsi) mentre il Milan nelle ultime tre giornate l’ha scavalcata al secondo posto portandosi a +6 e avvicinandosi sempre più ad un posto in Supercoppa. Ma più che puntare le lepri, in implacabile allungo, per la Juve è l’ora di guardarsi alle spalle, e non per allegriana quasi scaramantica consuetudine: Bologna e Roma – ma anche l’Atalanta – incalzano e la qualificazione alla prossima Champions League è tutt’altro che certa. A guardare il calendario bianconero ma non solo, basta dare un’occhiata alle ultime gare disputate.




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