Kata, bimba scomparsa a Firenze: si usano i droni. Una pista a Bologna


Ancora nessuna traccia di Kata, la bambina scomparsa a Firenze. Si impiegano droni e termocamere per le ricerche. Accertamenti anche a Bologna

Giacomo Martiradonna

La piccola Kata è scomparsa da sabato. L’ipotesi di reato è sequestro di persona a scopo estorsione. E mentre la polizia impiega droni e termocamere per le ricerche, scattano accertamenti a Bologna in seguito a una segnalazione.

Kata scomparsa, ricerche tra tecnologia e speranza

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Non si fermano le indagini per ritrovare Kataleya Mia Chicillo Alvarez, la piccola Kata, la bambina scomparsa a Firenze e di cui non si hanno più notizie da tre giorni. Le forze dell’ordine, coadiuvate da centinaia di volontari, stanno sfruttando droni e termocamere per sorvolare la zona e individuare eventuali tracce occulte. Nulla viene lasciato al caso e ogni parco, strada e giardino del quartiere viene setacciato a fondo.

il tentato suicidio dei genitori

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La comunità degli inquilini dello stabile occupato dove la piccola vive con la madre e il fratellino si è stretta attorno alla madre, organizzando preghiere e una fiaccolata in serata lungo via Boccherini e nelle strade limitrofe. Un conforto che però non è stato sufficiente. La donna, che già era stata portata in ospedale per un malore nelle scorse ore, ha infatti tentato il suicidio, ingerendo una piccola quantità di candeggina. Al momento non risulta in pericolo di vita. Anche il padre, 27enne attualmente detenuto nel carcere di Sollicciano per reati contro il patrimonio e furto, avrebbe tentato il suicidio nei giorni scorsi, per due volte. La prima alla notizia della scomparsa della figlia, con l’ingestione di un detersivo che ha richiesto lavanda gastrica; la seconda, il 12 giugno, cingendo il collo con dei cavi. L’uomo è sotto la tutela del piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidarie.

la pista di bologna

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Un primo potenziale avvistamento della bambina ci sarebbe stato sabato sera stesso, poche ore dopo la scomparsa. La piccola Kata sarebbe stata vista su un autobus di Bologna da una donna che ha tempestivamente chiamato la Polizia. Secondo quanto si apprende, la segnalazione giunta alle forze dell’ordine bolognesi ha spinto la prefettura a attivare il piano di ricerche per persona scomparsa, che è stato poi chiuso, così come a Firenze, una volta scattata l’indagine penale.

L’ipotesi del Sequestro

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La teoria del sequestro è quella che sta prendendo sempre più piede, per lo meno dal punto di vista della plausibilità. Nonostante le ripetute perquisizioni all’interno dell’ex albergo dove la bambina risiedeva, infatti, non sono stati trovati indizi sulla sua presenza. Inoltre, se fosse uscita da sola per giocare, è probabile che sarebbe stata notata e segnalata dai residenti della zona. Pertanto, l’ipotesi del sequestro, seppur puramente teorica e non supportata da elementi concreti, come sottolineato dai carabinieri, rimane in campo.

Lo zio della bambina ha affermato di averla tenuta d’occhio dalla finestra del suo alloggio per tutto il tempo, prima di perderla di vista nel cortile. “È stato un attimo ed è sparita” ha dichiarato. Si ipotizza che la piccola Kata possa essere uscita attraverso un cancelletto situato su via Boccherini, utilizzato dagli occupanti dell’ex albergo e presidiato quel giorno da una donna. 

Tuttavia, un’altra possibilità, seppur meno probabile, è quella di un vecchio cancelletto rugginoso che conduce al condominio adiacente all’ex albergo. Quest’ultima opzione sarebbe difficile da realizzare per un bambino senza l’aiuto di un adulto. Nel frattempo, le indagini proseguono nella speranza di trovare nuovi elementi che possano fare luce sulla scomparsa della bambina




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