Kitesurf, Francesca Bagnoli: “Caraibi e lago Bajkal miei paradisi”


“Ho iniziato con la ginnastica artistica e vedevo mio padre sul kitesurf: ho capito che lui faceva le cose che facevo io, ma in acqua”. La passione per il kite di Francesca Bagnoli, atleta We Are Female Athletes, è nata così. Nella sua Livorno, attratta dall’attività del papà, quando aveva 15 anni. Era il 2007 e l’allora 13enne aveva il desiderio di planare in acqua: “Ma mio padre non voleva: ero troppo piccola, aveva paura che volassi via…”. Resistenza crollata due anni più tardi, “quando l’ho minacciato di fare windsurf…”. La sei volte campionessa italiana e vice-campionessa mondiale, nella categoria freestyle, si racconta in esclusiva a Gazzetta Active. 

Quanto è stata importante la figura di tuo papà? 
“È stato il mio insegnante, eravamo sempre insieme, sia in Italia sia all’estero. È sempre stato dalla mia parte”. 

Quando hai capito di poter sfondare con il kitesurf?
“A 18 anni, dopo che mi sono diplomata, sono andata in Sicilia. Allo Stagnone, tra Trapani e Marsala: c’è spesso vento e la possibilità di allenarsi circa cinque giorni su sette. Volevo vedere se, con anno sabbatico, fossi in grado di migliorare per partecipare alle gare più importanti. La mia progressione è stata veloce e ho iniziato a crederci di più. Mi sono allenata con intensità giorno dopo giorno. Penso di aver raggiunto i traguardi grazie al duro lavoro: non che non abbia talento, eh. Ma il talento vero penso sia un’altra cosa…”. 



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