La mamma di Glorioso alla festa dell’Arma dei carabinieri: “Non smettete di tifare per Mauro”


“Non smettete di fare il tifo per Mauro”, Stefania la mamma di Mauro Glorioso parla dai microfoni dello stadio Primo Nebiolo, teatro della 209esima festa dell’Arma. “Grazie a chi non ci ha mai lasciato soli in questi quattro mesi, anche ai padroni di casa. Un arrivederci a Torino perché mio figlio possa completare i suoi studi”, ha proseguito la mamma. I genitori del giovane studente di medicina colpito dal lancio di una bicicletta elettrica dalla balaustra dei murazzi a Torino hanno parlato per la prima volta a cinque mesi dal tentato omicidio del figlio per qui i carabinieri hanno identificato cinque giovanissimi.

“Grazie ai carabinieri per avere trovato chi ha colpito nostro figlio Mauro e anche i ragazzi che hanno partecipato al progetto su questa vicenda- prosegue il padre Giuseppe, commosso – Speriamo che presto possa rispondervi lui di persona. Voglio raccontarvi un episodio per farvi capire chi è Mauro. Quando si è trovato attaccato a un respiratore con una gravissima polmonite, mi ha chiesto che cosa fosse successo. Gli ho detto che aveva avuto un grave incidente e la sua prima domanda è dtata se ci fossero state alte persone coinvolte. Gli dissi di no e lui si mise a piangere. Gli chiesi perchè: era contento di sapere di non avere fatto male ad altri. Questo è mio figlio“. Un lungo applauso ha accompagnato la testimonianza dei genitori del giovane che hanno ricevuto il saluto del sindaco Stefano Lo Russo e del presodente della Regione Alberto Cirio.

Tra gli encomi consegnati durante la cerimonia anche quello ai carabinieri che hanno condotto le indagini sul tentato omicidio di Mauro. Un progetto educativo nato da quella tragica vicenda e ideato dal generale Di Stasio, ha coinvolto le scuole torinesi con circa 200 studenti. Il progetto vincitore è una lettera scritta a Mauro Glorioso dai ragazzi della 3B dell’Istituto Agnelli. Ai quattro studenti, autori dell’elaborato, è stato consegnato un omaggio dell’Arma, uno zainetto.

  I battaglioni schierati sulla pista di atletica dello stadio Primo Nebiolo segnano l’inizio della 209esima festa per la fondazione dell’Arma dei Carabinieri. La scelta di un luogo pubblico, fuori dalla caserma non è casuale. “La festa dell’arma non è di pochi, è una festa di tutti, noi carabinieri siamo figli stessi della società”, ha detto il generale Antonio Di Stasio, comandante della legione carabiniero Piemonte e Valle d’Aosta che ha tenuto un discorso pubblico davanti alle autorità civili e militari.

“È iniziato tutto qui a Torino. Sono passati 209 anni e oggi festeggiamo con lo stesso senso dello Stato, spirito di servizio e senso di fedeltà. Sottolineiamo il lavoro quotidiano al servizio di chi bussa alle caserme che noi chiamiamo casa della legalità. Il nostro compito non sarà esaurito fino a quando anche un solo reato resterà impunito, fino a quando un solo cittadino non si sentirà sicuro”, prosegue Di Stasio. “Lo abbiamo fatto con oltre 1600 arresti, 1300 provvedimenti di misura cautelare eseguiti su ordine del tribunale, 240mila servizi sul territorio”. Di Stasio ha rivolto un pensiero ai giovani, agli studenti invitati a partecipare alla cerimonia, alla popolazione dell’Emilia Romagna e agli anziani. “Avere cura degli anziani significa avere cura di tutti noi. Abbiamo iniziato un’intensa campagna di prevenzione per aiutare le vittime a difendersi con l’intento di intensificare rapporto reciproco tra l’arma e i cittadini”.

 


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