L’esame del Dna per identificare le vittime carbonizzate nella Ferrari schiantata a 200 all’ora. Ipotesi di un altro veicolo coinvolto

La scocca bianca della Ferrari 812 è spezzata a metà sull’asfalto della bretella autostradale che collega Ivrea a Santhià. I corpi dei due passeggeri, un uomo e una donna, entrambi sui 40 anni, sono irriconoscibili: carbonizzati nello schianto avvenuto, si ipotizza, a 200 chilometri orari contro il guard rail. L’incidente mortale sul quale adesso indaga la polizia stradale di Settimo Torinese si è consumato domenica alle 13.

Sul posto oltre agli agenti della stradale sono arrivati anche i medici del 118, i vigili del fuoco, ma non c’è stato nulla da fare. La fuoriserie, nell’urto si è spezzata a metà, una delle ruote anteriori è rimbalzata sul prato, a decine di metri di distanza. Il muso dell’auto è praticamente scomparso. Si è accartocciato nello schianto, ed è stato consumato dal rogo che ha avvolto le lamiere. È rimasta intatta solo la parte posteriore del bolide sul quale viaggiavano i due passeggeri.

I vigili del fuoco domenica hanno raggiunto il luogo dell’incidente anche con un elicottero e hanno dovuto tagliare le lamiere con le cesoie per riuscire a estrarre cioè che restava dei corpi delle due persone a bordo della Ferrari che si è schiantata a folle velocità la domenica di Pasqua.

La polizia sta indagando sulla dinamica dell’incidente a partire dalla targa dell’auto, risultata immatricolata in Svizzera. Sono ancora in corso, però, le procedure di identificazione delle due vittime. Dovrebbe trattarsi di un uomo di origine serba di 41 anni residente in Svizzera, risultato intestatario dell’auto: avrebbe più o meno la stessa età anche la donna che era con lui nell’abitacolo. Gli investigatori stanno cercando di restituire una identità certa alle loro spoglie attraverso l’analisi del Dna. Occorreranno alcuni giorni prima che arrivino i risultati.

Nel frattempo ha preso il via l’inchiesta sulla dinamica dell’incidente. Quando la prima pattuglia della stradale è arrivata sul posto non c’erano altri mezzi coinvolti. Sembra che la Ferrari abbia perso aderenza sull’asfalto, probabilmente a causa della forte velocità, per concludere la propria corsa nello schianto contro il guard rail. I due passeggeri, che forse erano venuti in Piemonte per passare la Pasqua con dei parenti, erano diretti verso il confine con la Svizzera.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente a partire dalla testimonianza dell’automobilista che per primo ha allertato i soccorsi con una chiamata al 112, senza trascurare l’analisi delle telecamere. Non è escluso al momento che nella dinamica dell’incidente sia stato coinvolto anche un secondo mezzo, che ha poi continuato la sua corsa in autostrada.


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