Lo Russo e il piano regolatore: “Trasformeremo edifici esistenti”


Oggi disegniamo la Torino dei prossimi 40 anni ” . Così il sindaco Stefano Lo Russo ha chiuso ieri la due giorni di incontri che porterà a ricostruire il piano regolatore di Torino. Il primo cittadino pensa al futuro: mentre si lavora alla linea 2 del metrò lui pensa già a una terza linea.

“Ci siamo confrontati, abbiamo ascoltato associazioni e parti sociali – spiega l’assessore Paolo Mazzoleni – Tutti ci hanno raccontato quanto fosse rigido il vecchio piano regolatore e i vari ostacoli che ha creato”. Ora siamo alla fase uno di un grande ripensamento della città. Prima di avere il piano vero e proprio passeranno anni: l’obiettivo è completarlo entro fine mandato. Si vuole realizzare una “città dei 15 minuti” dove il consumo del suolo sarà limitato alle aree già edificate. Torino ha ancora un vasto patrimonio edilizio da trasformare, ” più delle altre città ” dice l’assessore, e una grande tradizione di rigenerazione.

 

Ad aiutare la città nelle sceltesarà la Fondazione Bloomberg: “Vogliamo pensare al territorio con uno sguardo a ciò che succede nel mondo ” dice il sindaco. Di sicuro si dovrà tenere conto dell’aspetto demografico, visto che la città invecchia, o di peculiarità comeben4 fiumi da valorizzare.

 

” Torino è cambiata e cambierà tantissimo ancora ” ha aggiunto il sindaco di fronte al pubblico che occupava una porzione di piazza Palazzo di Città: architetti, urbanisti, designer, e anche il primo assessore all’Urbanistica della giunta Appendino, Guido Montanari, che un po’ si sente il padre putativo del piano: ” La nostra variantegenerale sta continuando a fare il suo dovere e pone le premesse del nuovo strumento urbanistico – sottolinea Montanari – Il mio augurio è una Torino più verde, sostenibile, orientata a trasporto pubblico e ridistribuzione dei servizi”.

 

Adesso si proseguirà nel lungo iter che prevede almeno tre passaggi in Consiglio comunale. “Con la Regione stiamo già lavorando “assicura Mazzoleni – Tra i partecipanti c’è chi chiede più facilità nel cambiare le destinazioni d’uso, chi vorrebbe più aree gioco. Ci sono tutti i presupposti per il rilancio dell’architettura cittadina e per nuovi progetti urbanistici che renderanno Torino più attrattiva ” . Il nuovo piano dovrà valorizzazione i quartieri, i mercati, contribuire a ridurre l’impatto ambientale, contenere il consumo di suolo libero privilegiando trasformazioni di aree già edificate salvaguardando le zone agricole.

 

A proposito di salvaguardia: via Po conserverà le lose in pietra tra i binari del tram: niente asfalto. Lo ha annunciato l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta dopo una serie di incontri tra Città, Soprintendenza, Gtt e Infra.To. per superare i problemi legati a costi, tempi e manutenzioni. ” La Soprintendenza – spiega Foglietta – ha detto sì alla concessione, da parte del ministero della Cultura, del 50% del maggior importo previsto per i lavori, circa un milione e 700mila euro ” .

 

La sostituzione dei binari lungo via Po era in previsione da anni: la prima progettazione risale al 2017 e allora si valutò che fosse ragionevole proporre una pavimentazione in conglomerato bituminoso per il ripristino nella parte centrale della via. Ma le antiche pietre hanno avuto la meglio.


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