Lutto nazionale per Berlusconi: che significa e cosa succede in Italia


La decisione è stata presa dal governo di Giorgia Meloni per la giornata di celebrazione delle esequie di Stato per l’ex premier italiano

Mercoledì 14 giugno, il giorno dei funerali di Stato per Silvio Berlusconi, sarà anche una giornata di lutto nazionale decisa dal Consiglio dei Ministri in quella che, se guardiamo agli ex Presidenti del Consiglio deceduti negli ultimi 30 anni, è stata una decisione più unica che rara. 

I precedenti del Lutto nazionale

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Se i funerali di Stato previsti dalla legge sono stati celebrati per Giovanni Spadolini nel 1994, Amintore Fanfani nel 1999 e Giovanni Leone nel 2001, il lutto nazionale è stato proclamato soltanto per Carlo Azeglio Ciampi nel 2016 e Giovanni Leone, che oltre ad esser stati Presidenti del Consiglio hanno ricoperto entrambi la carica di Presidente della Repubblica. 

Cosa significa lutto nazionale

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Ma cosa significa che domani, mercoledì 14 giugno, sarà una giornata di lutto nazionale? E cosa cambierà per i cittadini italiani? Ad essere stravolta, in occasione del lutto nazionale, è la giornata degli esponenti del governo, obbligati a cancellare tutti gli impegni in agenda con la sola eccezione degli eventi di beneficenza già in programma. 

Lutto nazionale, cosa cambia per i cittadini

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Il lutto nazionale prevede anche l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale e sulle sedi delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all’estero, ma per la vita dei cittadini cambia ben poco, se escludiamo l’invito alle scuole a rispettare un minuto di silenzio in memoria del defunto, Silvio Berlusconi in questo caso, e per la possibilità che alcuni negozi decidano di tenere le serrande abbassate durante tutta la giornata o durante la celebrazione delle esequie. In quest’ultimo caso, però, la decisione spetta unicamente ai titolari delle attività. 

lutto nazionale: I PRECEDENTI IN ITALIA

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I giorni di lutto nazionale in Italia, se escludiamo quelli proclamati dopo i decessi di Papa Pio XII nel 1958, di Giovanni XXIII nel 1963, di Papa Paolo VI nel 1978 e di Papa Giovanni Paolo II nel 2005, non sono così frequenti. 

Oltre alle giornate di lutto nazionale annunciate per gli ex Presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giovanni Leone, nel corso degli ultimi anni tale proclamazione è stata riservata a eventi catastrofici o attentati che hanno provocato ingenti perdite umane, come i caduti nell’attentato a Nassiriya nel 2003, le vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016 e le vittime dell’alluvione in Emilia-Romagna lo scorso maggio.




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