Malagò: “Il caso Juve ha dimostrato che la giustizia sportiva funziona”


Il presidente del Coni ne ha parlato oggi in Giunta: “Una riforma? C’è un documento ma è chiaro che ogni eventuale novità varrebbe per la prossima stagione”. Sul tavolo anche la legge sui mandati e la possibilità di togliere il tetto attualmente previsto per liberare la ricandidabilità dei presidenti

“La vicenda Juventus, per come si è conclusa, è sicuramente la dimostrazione che la giustizia sportiva ha funzionato a fronte di una collaborazione con la giustizia ordinaria”. Giovanni Malagò riferisce del confronto di oggi in Giunta Coni e delle diverse posizioni che convergono su questo tema: c’è un problema di velocità, peraltro di non facile risoluzione, non di credibilità della giustizia sportiva. “È già pronto un documento – spiega il presidente del Coni nella conferenza stampa al termine dei lavori – ma è chiaro che ogni eventuale novità sarebbe proiettata verso la prossima stagione agonistica. C’è un problema di tempi morti, che poi non sono morti perché servono come garanzie per chi deve ricorrere contro una sentenza e chi deve studiare i ricorsi”. Insomma, non sono all’orizzonte rivoluzioni normative e la giustizia sportiva, al di là delle sollecitazioni sul fronte governativo delle scorse settimane (vedi le opinioni di Abodi e Giorgetti), resta affidabile.

MANDATI

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Nella giunta, che ha nominato portabandiera per i prossimi Giochi Europei di Cracovia (al via il 21 giugno) la judoka Odette Giuffrida e l’arciere Mauro Nespoli, si è parlato pure della legge dei mandati e la possibilità di togliere il tetto attualmente previsto per liberare la ricandidabilità dei presidenti in questo momento ineleggibili. “È un problema che riguarda un numero consistente di persone perché bisogna considerare gli ambiti territoriali e quindi arriviamo a 350 persone. La posizione del Coni è che sia giusto rivedere quella legge. Ora si aspettano le indicazioni del governo sulle condizioni di una riapertura, le prescrizioni, i paletti, entro i quali sarebbe consentito ricandidarsi. Poi c’è anche un rischio ricorso visto che la materia è all’attenzione della Corte Costituzionale. Può essere che il ricorso non venga accolto o al contrario che venga accolto e certo non sarebbe una bella figura”. Ma è giusto che per i presidenti federali ci sia una libertà di ricandidarsi e per il Coni si resti al vincolo dei tre mandati? “Non parlerò mai di ciò che riguarda il sottoscritto – risponde Malagò- non l’ho mai fatto e continuerò a non farlo”.


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