Omar Favaro ai giudici: “Le accuse contro di me sono solo una calunnia”

Torino – “Non vedo mia figlia da gennaio. Le accuse contro di me sono solo una calunnia”. Così Omar Favaro si è rivolto ai giudici del tribunale del Riesame a Torino che deve decidere se applicargli la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie e alla figlia. Già una volta era stata richeista dalla procura, ma il gip di Ivrea non l’aveva applicata, ritenendo  che non ci fosse il presupposto di un pericolo attuale: la ex moglie, infatti, era già andata a vivere altrove da un anno.

Il quarantenne che 22 anni fa fu responsabile del massacro di Novi Ligure insieme ad EriKa De Nardo, è accusato dal pm Ludovico Bosso e dalla procuratrice capo di Ivrea Gabriella Viglione di maltrattamenti e violenza sessuale: avrebbe minacciato di morte la donna con cui conviveva e di sfregiarle la faccia con l’acido. “Soffro per questa situazione e credo che mia figlia sia stata manipolata” ha aggiunto Omar riferendosi al fatto che la bimba non vuole più vederlo.

“Il mio cliente ha contestato tutte le accuse che riteniamo essere totalmente infondate. Abbiamo sottolineato come non vi sia alcun presupposto di pericolo attuale e ricordato come alcuni elementi probatori portati dall’accusa siano viziati da evidenti contraddizioni”.

Ma soprattutto il legale, Lorenzo Repetti, ha ribadito che “Novi Ligure in questa storia non c’entra. Anche se la procura ha richiamato in un passaggio questa storia, si tratta di una vicenda accaduta 22 anni fa e dispiace che venga strumentalizzata quasi come se da questo dipendesse la patente di credibilità delle dichiarazioni del mio assistito”.

Omar, vestito di scuro e con la mascherina anticovid per non farsi riconoscere, è entrato ed è uscito dal Palazzo di Giustizia in maniera totalmente riservata. I giudici si sono riservati di decidere: il verdetto arriverà tra qualche giorno.


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