Omar resta libero, il Riesame nega il divieto di avvicinamento all’ex moglie e alla figlia

Nessuna misura per Omar Favaro. Anche il tribunale del Riesame ha ritenuto che non sussista un pericolo concreto e attuale per l’ex moglie e per la figlia del quarantenne, protagonista del massacro di Novi Ligure, che ora è accusato di pesanti maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della donna sposata nel 2017: nessun divieto di avvicinamento quindi è stato disposto per lui.

La decisione dei giudici torinesi è stata notificata stamane al difensore Lorenzo Repetti che lo assiste dal 2001: “Siamo molto soddisfatti, sono state accolte le nostre argomentazioni”. A chiedere la misura era stata la procura di Ivrea che aveva fatto appello dopo che il gip aveva già respinto una prima richiesta di applicazione del divieto di avvicinamento. Secondo la procura Omar avrebbe minacciato più volte di morte la donna arrivando anche a ipotizzare di sfregiarle la faccia con l’acido o di ridurla su una sedia a rotelle. Il legale, respingendo tutte le accuse, aveva sostenuto che il passato di Omar non avesse alcuna rilevanza. Una tesi già evidenziata anche dal gip che aveva fondato la propria decisione sul fatto che l’ex moglie dalla fine del 2022 non vivesse più con Omar.

In un'intervista nel 2011

In un’intervista nel 2011 (ansa)

“Queste accuse sono solo una calunnia contro di me – aveva spiegato Favaro ai giudici – Non vedo mia figlia da gennaio e soffro molto per questa situazione”. Secondo il quarantenne infatti sarebbe finito di nuovi nei guai solo per colpa della difficile separazione con la sua ex e per la battaglia per l’affidamento della figlia. La bimba rifiuta da alcuni mesi di vederlo ma anche dietro questa sua decisione, secondo la difesa, ci sarebbe il tentativo della madre di manipolarla. Ora il verdetto del tribunale del riesame che non lo ritiene pericoloso al punto di applicargli una misura, anche se non c’è ancora una motivazione che sarà depositata nei prossimi giorni.


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