Plino, l’intelligenza artificiale che aiuta le Pmi a elaborare i dati


C’è anche una torinese, tra le start up eccellenti che Intesa Sanpaolo ha accolto e sostenuto in occasione del “Demo day” del progetto Up2Stars: la vetrina che, all’interno del programma di valorizzazione delle nuove idee di business ideato dal gruppo bancario, permette agli aspiranti imprenditori di confrontarsi con i potenziali investitori. Destinazione finale? La collaborazione e il trasferimento tecnologico verso il mondo delle pmi, spesso in impaccio quando si tratta di fare innovazione di proprio pugno. Si tratta di Plino, start up che ha sviluppato un software che integra tutti i dati di un’azienda, li analizza e risponde a qualsiasi domanda su costi, ricavi, vendite, clienti, fornitori e così via. Nel giro di pochi secondi. Il tutto in un linguaggio naturale attraverso una semplice interfaccia “conversazionale”.

In pratica, come fosse una chat con un amico. I tre fondatori sono Pietro Galimberti, ceo dell’azienda, Enrico Castelli, cto e Viola Bonesu, coo di Plino, che racconta come è nata l’idea (e il nome) della start up. «Plino richiama le sue radici torinesi e, in particolare, quella legati ai plin: piatto all’interno del quale non sai cosa c’è, finché non prendi la forchetta e lo mangi. Noi, allo stesso modo, vogliamo aiutare le aziende a guardare dentro i loro dati». I fondatori della start up, di recente in California per prendere parte all’acceleratore di Berkeley Skydeck, sono stati inseriti anche nella lista di Forbes under30. Età media 25 anni e con un mix di competenze piuttosto differenti tra loro (dall’ingegneria alla filosofia teorica, fino alla computer engineering), la scintilla all’interno dello staff di Plino è scoccata in occasione di Vento, il programma di venture building di Exor Ventures.

«Abbiamo fatto una gigantesca ricerca di mercato per conoscere le maggiori necessità delle aziende ed è nata l’idea di Plino: la fondazione risale a giugno 2023», racconta Bonesu. Che aggiunge: «Ci abbiamo creduto fin dall’inizio e pensiamo che attraverso un’intelligenza artificiale come quella generativa si possa portare un cambiamento veramente significativo all’interno dei processi delle analisi di dati che oggi sono effettuati in maniera manuale e risultano poco efficienti». L’interlocutore di Plino, in particolare, è il mondo delle pmi. «Cerchiamo di aiutare le Pmi – racconta Bonesu –: forniamo uno strumento che fa risparmiare tempo, garantisce analisi efficaci e punta a ottenere risposte in tempi rapidi».

L’alleato è l’intelligenza artificiale: «Usiamo l’IA generativa, un po’ secondo il principio di chat Gpt: basta che l’utente abbia in mente la domanda da porre e poi tutta la parte analitica viene gestita dal nostro software: pochi secondi invece di ore o consultando un professionista. Vogliamo risparmiare il tempo alle aziende di passare da un programma a un altro. Stiamo creando un sistema che li racchiuda tutti, con una sola interfaccia». Margini di errore? «C’è sempre, con l’IA. Ma noi abbiamo creato una struttura all’interno della quale Plino ottiene i risultati in maniera deterministica. E c’è l’opzione per farsi spiegare come ha ottenuto quel dato. Questo permette di prendere decisioni migliori, in pochissimo tempo».


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