Porta Palazzo piange la morte improvvisa di Said, il commerciante “buono con tutti”. Raccolti 6mila euro per restituire la salma al Marocco

Nel cuore del mercato di Porta Palazzo questa mattina c’è un banco vuoto. È il banco che da anni Said Oirrad, 41 anni, riempiva di frutta e verdura. Ma oggi invece della merce ci sono tre grandi mazzi di fiori e un foglio stampato che in italiano e in arabo annuncia che Said è morto. È un messaggio di tutti i commercianti di Porta Palazzo, esprimono le condoglianze e chiedono a Dio «di avere pietà di lui». 

Sono stati i suoi amici e colleghi a trovarlo ieri mattina senza vita in casa. Era Said che puntale alle 3 svegliava tutti «non ci ha chiamato e abbiamo pensato stesse dormendo. Siamo andati a Grugliasco a prendere la frutta e quando siamo tornati alle 6 continuava a non risponderci così siamo andati a casa sua». Da Porta Palazzo a Corso Vercelli ci vuole un attimo, all’arrivo «era a terra, ancora in pigiama. Crediamo si sia sentito male e volesse chiedere aiuto».

Sono 12 anni che Said lavora al mercato di Porta Palazzo, prima come aiutante poi con un banco tutto suo. «Come tanti di noi hanno fatto. Era una persona buona e un grandissimo lavoratore, era un amico, un figlio, un collega, era tutto. Ora c’è un grande vuoto», racconta la vicina di banco. È stata lei a riempire il vuoto con i fiori. Ma non è stata l’unica ad avere un pensiero anzi. Quando la notizia della morte ieri si è sparsa, è partita la raccolta fondi tra i banchi per rimandare la salma in Marocco. «In un’ora abbiamo raggiunto quasi seimila euro, hanno partecipato tanti colleghi e anche clienti», racconta Abramo, tutti lo conoscono così al mercato anche se il suo nome è Mohammed.

Questa mattina Abramo ha incontrato gli amici stretti di Said per consegnare la somma, «ma purtroppo non è la prima volta che ci uniamo perché muoiono tanti ragazzi, di recente è morto un padre che ha lasciato tre bambini, e ogni volta ci diamo da fare. Anche per chi è malato. Passo tra i banchi e chiedo delle offerte. Lo facciamo per tutti, marocchini, italiani, senza distinzione», assicura Abramo mentre continua a scaricare cassette di patate e cipolla senza sosta.

Wayl e Junes erano nel gruppo degli amici che ieri mattina sono andati a cercarlo. «Martedì Said stava bene, abbiamo lavorato insieme. Non aveva niente. Ora con suo fratello stiamo sistemando i documenti e capiremo quando potrà partire. Era così buono, non riusciamo a crederci». 


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