Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore, emergenza idrica in Piemonte: 28 milioni per manutenzione del Canale Regina Elena

È in forte sviluppo la robot valley della Liguria, che si sta concentrando a Genova, nella Valpolcevera divenuta il polo di riferimento italiano per lo studio e la realizzazione di automi.

Il prossimo Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola venerdì 9 giugno in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta dedica l’apertura alla cittadella dove trovano spazio sia le macchine dell’Istituto italiano di tecnologia che quelle di Leonardo. A metà maggio è stato inaugurato, in uno spazio di circa 10mila metri quadrati, il Cris, che sta per Center for robotics and intelligent systems, ubicato nella zona di San Quirico.

Nel centro, che è stato realizzato dall’Istituto italiano di tecnologia con un investimento di 12 milioni di euro, 2 dei quali della Camera di Commercio di Genova, è raggruppata la maggior parte delle linee di ricerca di robotica dell’Istituto: dalla robotica chirurgica a quella industriale, dagli esoscheletri riabilitativi, all’esplorazione spaziale.

Il territorio. La provincia di Cuneo guarda a infrastrutture e transizione per rimettere in moto la crescita, almeno nell’industria. È quanto emerge dalla fotografia realizzata dalla Camera di Commercio di Cuneo, in collaborazione con l’Ufficio Studi di Unioncamere Piemonte. La provincia più a sud del Piemonte rappresenta un «caso» per il valore aggiunto pro-capite – pari a 33.238 euro, il più alto tra le province del Piemonte – tassi di occupazione – al 70%, 10 punti sopra la media nazionale – e per disoccupazione, al 3,7%, soglia di fatto considerata fisiologica si legge sul Rapporto Nord Ovest.

Ma, per fare un ulteriore salto rispetto ad una situazione già molto consolidata, spiega all’inserto del Sole 24 Ore Mauro Gola, presidente della Camera di commercio di Cuneo, serve risolvere i nodi infrastrutturali che da sempre hanno caratterizzato la provincia di Cuneo, come la Asti-Cuneo e il Colle del Tenda.

Rischio idrogeologico. Ammonta a quasi 28 milioni, sui 100 milioni complessivi messi a disposizione dal Governo, il finanziamento disposto nel corso della prima riunione della Cabina di regia per l’emergenza idrica in favore della Regione Piemonte. I fondi– si legge sul Rapporto in edicola venerdì 19 giugno col Sole 24 Ore – sono stati assegnati all’Associazione irrigazione Est Sesia, il maggior consorzio di irrigazione italiano con oltre 25mila consortisti, che si estende su cinque province e 254 Comuni, per una superficie di 334.505 ettari, di cui il 44,6 % in Piemonte e il 55,4% in Lombardia.

I 28 milioni di euro destinati al Piemonte, saranno impiegati per la manutenzione straordinaria del Canale Regina Elena e del Diramatore Alto Novarese, con opere per il miglioramento della tenuta idraulica, del trasporto della risorsa idrica e del suo risparmio. Interesseranno i Comuni del Novarese di Varallo Pombia, Pombia, Marano Ticino, Oleggio, Bellinzago Novarese e Cameri: tre gli interventi, che riguarderanno la Galleria Motto d’Oneggio, il Ponte Canale e la Galleria Loreto. Il Regolamento per la gestione della distribuzione dell’acqua in condizioni di emergenza idrica garantisce l’equo trattamento agli agricoltori.

Infrastrutture essenziali. I numeri dei primi quattro mesi del 2023 dicono che i transiti complessivi al tunnel del Monte Bianco sono stati 601.394, contro i 518.285 dell’analogo periodo 2022, per un incremento del 16%. Cifre che dimostrano una volta di più come il raddoppio del traforo sia un tema ineludibile quando si parla di rapporti transfrontalieri tra Italia e Francia e si ragiona sugli scenari di sviluppo delle regioni ai due lati del confine.

Il tema è tornato prepotentemente alla ribalta con l’allarme lanciato da Confindustria Valle d’Aosta e dal sistema produttivo regionale a causa dell’inadeguatezza dell’attuale struttura vecchia di 60 anni e, soprattutto, del pesante impatto economico e sociale legato al piano pluriennale di manutenzione, che prevede tre mesi di chiusura all’anno per 18 anni, ricorda il Rapporto Nord Ovest di venerdì 9 giugno. Nel 2023 il periodo di lavori è fissato dal 4 settembre al 18 dicembre.

I flussi di traffico si sposteranno inevitabilmente su altre vie di comunicazione, probabilmente soprattutto il tunnel del Frejus (anch’esso con più di 40 anni sulle spalle), con appesantimento dei costi legati alla logistica. A complicare l’accessibilità della regione si aggiungono altri interventi programmati che riguardano l’ammodernamento della ferrovia e i lavori al tunnel del Gran San Bernardo (tra Valle d’Aosta e Svizzera).


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