Samardzic: ecco perché non ha firmato con l’Inter

La trattativa tra il club nerazzurro e l’Udinese era chiusa e il giocatore era a Milano per le visite, poi l’inserimento del padre di Lazar…


Andrea Ramazzotti

Giornalista

Più che una trattativa di mercato è stata una telenovela. Senza lieto fine. Perché lo scorso agosto Inter e Udinese avevano trovato l’accordo per il trasferimento a Milano di Lazar Samardzic e il centrocampista aveva sostenuto le visite mediche nel capoluogo lombardo. Mancava solo la firma del serbo sul contratto, un “particolare” che non sarebbe mai arrivato complice l’intromissione del padre Mladen, deciso a cambiare i termini economici dell’intesa raggiunta tra Rafaela Pimenta, l’intermediaria dell’affare, e il club di viale della Liberazione.  

la RICOSTRUZIONE

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Lo scorso agosto l’Inter aveva già preso Davide Frattesi dal Sassuolo, ma pensava comunque a un altro colpo in mediana e aveva individuato in Samardzic il giocatore giusto. Raggiunta in fretta l’intesa con l’Udinese: prestito oneroso da 4,5 milioni (pagati con la cessione di Fabbian all’Udinese) più obbligo di riscatto fissato a 16 milioni e altri 2 di bonus. Sembrava tutto a posto anche con il giocatore che era sbarcato in città il 9 agosto e ci è rimasto fino al 13, sostenendo (e superando) le visite mediche di rito. Nel frattempo però era scoppiato il caso sulle commissioni dell’operazione e sull’ingaggio. L’11 l’Inter aveva accettato di incontrare in sede il padre di Lazar, Mladen, ma quando le è stato chiesto di cambiare gli accordi precedentemente raggiunti con la Pimenta, la società ha detto subito di no. Il muro contro muro è proseguito qualche giorno: il 13 il ragazzo nato a Berlino è rientrato a Udine, i contatti tra le parti ci sono stati sia il 14 sia il giorno di ferragosto, poi il 16 l’Inter ha annunciato la rinuncia al calciatore. 

VERSIONI

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Papà Samadzic, parlando a SportItalia, ha scaricato la colpa della fumata nera sull’Inter sostenendo che aveva trattato l’ingaggio del figlio con Rafaela Pimenta che, a suo avviso, non aveva nessun mandato. La procuratrice ha immediatamente replicato con un comunicato nel quale ha ricordato l’incontro tra di loro a Montecarlo, alla presenza di Kolarov, le telefonate fatte insieme a diverse società, il summit nella sede dell’Inter, il brindisi con lui e la moglie in un hotel di Milano dopo l’accordo e la chiamata insieme a Lazar per dirgli delle visite mediche. L’ex difensore serbo alla Gazzetta ha confermato la versione della Pimenta. Chiosa finale dell’a.d. nerazzurro Marotta: “Nella trattativa con Samardzic è un po’ venuta a mancare la serietà e il rispetto dei ruoli. Oggi i giocatori ti dicono sì, domani ti dicono no perché sono guidati dagli agenti”.

sviluppi

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Dopo la fumata nera con Samardzic l’Inter ha investito sull’acquisto di Pavard e come rinforzo per la mediana ha preso, l’ultimo giorno di mercato, Klaassen, svincolato dall’Ajax. Samardzic è rimasto a Udine dove non ha avuto il rendimento brillante della stagione precedente ed è anche scivolato in panchina. A gennaio il serbo è stato a un passo dal Napoli che aveva raggiunto con l’Udinese un’intesa sulla base di 20 milioni più 5 di bonus, ma anche in questo caso niente accordo sul contratto del giocatore. Ha influito l’inserimento della Juventus che gli ha fatto sapere di tenerlo sotto osservazione per il futuro, pur non considerandolo la prima scelta per rafforzare la mediana della prossima stagione? Possibile. Il d.s. bianconero Federico Balzaretti al Messaggero Veneto intanto ha spiegato: “Lazar ha vissuto una stagione complicata ma molto importante per la sua crescita. Se non gioca è per scelta tecnica. Come caratteristiche ricorda Pjanic”. E Lazar? A Cronache di Spogliatoio ha mostrato di aver voltato pagina: “Ho imparato a essere glorificato, ma anche a prendere qualche batosta come la scorsa estate quando ho vissuto in prima persona una situazione spiacevole, con insulti sui social a me e a mio padre. Dopo tutto quel caos, ho capito di non avere alcun tipo di rimpianto per non essere andato all’Inter”. Forse i rammarichi gli verranno quando vedrà quelli che potevano essere i suoi compagni alzare la coppa di campioni d’Italia. Lunedì intanto se li troverà di fronte da avversari, come all’andata a San Siro quando non ha praticamente lasciato traccia nel 4-0 subito dai friulani.  




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