Settimana corta al Cottini, genitori dall’avvocato “Illegittimo ridurre le giornate”


Votare compatti e poi protestare contro la settimana corta non è servito. Ai genitori degli studenti del liceo artistico Cottini non è rimasto che passare alle vie legali. Si inasprisce dunque il braccio di ferro che da un mese vede insegnanti e studenti contrapporsi sulla scelta di riduzione dei giorni scolastici da sei a cinque imposta ai ragazzi. Il consiglio d’istituto ha infatti deliberato (da settembre) il weekend libero dalle lezioni spalmando le ore del sabato sul resto della settimana allungando così ogni giorno di un po’ l’uscita da scuola.

Ma ora un “reclamo” di 10 pagine vergato dall’avvocato Giorgio Vecchione, già noto per le sue battaglie in ambito scolastico sul “panino da casa”, intima formalmente all’istituto di cambiare idea. Altrimenti, è l’annuncio, sarà il Tar ad avere l’ultima parola sulla campanella degli studenti. Lo si capirà probabilmente dal prossimo consiglio, il 21 giugno, in cui si saprà se le argomentazioni legali avranno fatto breccia oppure no.

“La scelta di riduzione dell’orario organizzandolo su cinque giorni anziché sei è illegittima”, sostiene infatti l’avvocato Vecchione per conto dei genitori che rappresenta. In pratica gli studenti del biennio, dall’anno prossimo, starebbero a scuola per 34 ore settimanali (7 il lunedi e il martedì, 6 il mercoledì e il venerdì, 8 il giovedì). Nel triennio invece 35, un’ora in più sul venerdì. “Era stato fatto un sondaggio e i risultati sono stati in larga maggioranza contrari al cambiamento, con percentuali quasi del 90 per cento. Cionostante il Consiglio d’istituto, con il voto contrario dell’intera componente genitoriale, ha ugualmente deliberato la soppressione del sabato”, spiega l’avvocato. Uno “scarno contenuto di motivazione” rende, secondo il legale, l’atto del consiglio illegittimo, e “viola la normativa vigente”. Modificare l’orario, quando già le iscrizioni sono state effettuate, “lede gravemente tutte quelle famiglie che avevano fatto le loro scelte ponderandole su una specifica offerta formativa” e si sono poi trovati i loro piani cambiati in corsa.

Secondo i docenti la settimana corta avrebbe almeno sei benefici. Comporterebbe un giorno di riposo in più “favorendo un recupero psicofisico degli studenti più efficace”. Ci sarebbe “un’ottimizzazione delle presenze” dei docenti, del personale e dei collaboratori scolastici, la didattica sarebbe “più funzionale”, si otterrebbe “un risparmio economico sulle utenze”, si ridurrebbe l’impatto “delle emissioni inquinanti” e infine “verrebbe limitato il numero delle assenze e ci sarebbero ricadute positive sugli studenti atleti”.

Argomentazioni che l’avvocato Vecchione smonta una per una. La settimana corta “implica necessariamente far rinunciare agli studenti a una parte significativa di tempo a disposizione per lo studio pomeridiano individuale quotidiano” tanto per cominciare. Si citano altre esperienze, come quelle del liceo artistico Passoni e del Primo, entrambi passati da due anni a questa scelta, che testimonierebbero come “il benessere psicofisico degli studenti ne uscirebbe fortemente compromesso”. La motivazione di ridurre l’inquinamento “appare evidentemente illogica”: “L’88 per cento degli studenti raggiunge la scuola utilizzando il trasporto pubblico. La settimana corta non modificherebbe il numero di bus”. Oltre al fatto che al Cottini “il 42 per cento degli studenti impiega un’ora o più per raggiungere l’istituto e tornare a casa”: questo “nelle giornate buie invernali o in caso di sciopero renderebbe i trasferimenti difficoltosi, disagevoli e talvolta anche pericolosi per l’incolumità dei minori, soprattutto di genere femminile”. Gli studenti atleti “verrebbero poi penalizzati avendo meno tempo al pomeriggio per dedicarsi a studio, riposo e attività sportive”, anche per via della mancanza di “un pasto adeguato”. La scelta della settimana corta insomma “comporta un grave sacrificio” e incide anche “sulla qualità didattica”: “è evidente che gli studenti sarebbero stanchi, deconcentrati e poco partecipi nelle ultime ore”.


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