Sfiducia a Salvini, la Lega: “Il nostro accordo con Putin non ha più valore”. Ma i dissidenti incalzano: “Basta con i fascisti europei e no a Vannacci”

Alla vigilia della mozione di sfiducia, che verrà discussa tra domani e giovedì alla Camera, nei confronti di Matteo Salvini, ‘accusato’ di non aver interrotto gli accordi tra il suo partito e quello del presidente russo Vladimir Putin, si fa sentire la Lega. Con una nota ribadisce che “i propositi di collaborazione puramente politica del 2017 tra la Lega e Russia Unita non hanno più valore dopo l’invasione dell’Ucraina. Di più. Anche negli anni precedenti non c’erano state iniziative comuni. La linea della Lega è confermata dai voti in Parlamento: dispiace che l’Aula debba perdere tempo per polemiche inutili e strumentali innescate dall’opposizione”.

Intanto, i dissidenti incalzano il leader. Tornare al “pragmatismo” della vecchia Lega “che ci ha sempre portati alla ricerca di collocazioni utili al raggiungimento degli obiettivi”, rompendo le alleanze con gli estremisti europei, a partire dai tedeschi di Afd, (“chi non ha la nostra naturale repulsione nei confronti di fasci e svastiche”). E non dare spazio nelle liste per le europee a personaggi come Roberto Vannacci “con forte marcatura nazionalista, totalmente estranei al nostro movimento”. È questa la richiesta della lettera-appello che una ventina di ex parlamentari, dirigenti e amministratori della Lega, attivi nei territori del Nord ha indirizzato al segretario Matteo Salvini, in vista delle elezioni dell’8 e 9 giugno. Tra questi non pochi sono i parlamentari usciti dal partito, non condividendo la linea politica della segreteria, altri non più ricandidati o espulsi, e ancora chi ha preferito tornare a amministrare i territori, lontano da Roma, tornando alle origini. Altri infine, ancora vicini a Umberto Bossi, che non ha nascosto critiche alla svolta nazionalista e sovranista di Salvini.

La lettera dei dissidenti

Tra i firmatari del testo spiccano Cristian Invernizzi, già segretario Provinciale a Bergamo e deputato dal fino al 2022, Paolo Grimoldi Segretario Lega Lombarda dal 2015 al 2021, fondatore del coordinamento Federale MGP, gli ex deputati Daniele Belotti, Jari Colla, Luca Paolini, Germano Racchella, l’ex viceministro allo sviluppo economico Dario Galli e tanti amministratori locali, tra cui l’attuale sindaco di Senago, Magda Beretta; Tiziano Belotti, sindaco di Rovato; Renato Pasinetti sindaco di Travagliato, Andrea Monti (Lazzate), l’ex primo cittadino di Monza, Marco Mariani.

La lettera, appena recapitata a Salvini, introduce “una serie di osservazioni di interesse per il futuro del nostro amato movimento”. “Riteniamo importante, su tematiche come l’immigrazione, la qualità dell’alimentazione, l’agricoltura, le politiche ambientali, industriali e la sfida energetica, riuscire a dare risposte concrete ai cittadini, evitando l’appannamento dell’interesse degli iscritti e un affievolimento della loro partecipazione”, scrivono i ‘nordisti’. “È inevitabile dunque chiedersi dove sia finito il tradizionale pragmatismo che ci ha sempre portati alla ricerca di collocazioni utili al raggiungimento degli obiettivi”.

Nel mirino in particolare finiscono le alleanze in Europa con l’ultradestra, con Le Pen e i tedeschi di Alternative für Deutschland: “La scelta per alcuni aspetti anche condivisibile, di non aderire ad una delle grandi famiglie politiche europee non può comunque portare la Lega a condividere un cammino con partiti e movimenti che nulla hanno a che fare con la nostra storia culturale e politica. Ci e ti chiediamo: perché abbiamo smesso di dialogare con forze autonomiste e federaliste, per accordarci con chi non ha la nostra naturale repulsione nei confronti di fasci e svastiche?”.

No anche alla candidatura di Vannacci: “Siamo convinti che, se le indiscrezioni sulla candidatura nelle nostre liste di personaggi con forte marcatura nazionalista, totalmente estranei al nostro movimento, fossero veritiere, renderebbero ancor più difficile il perseguimento degli obiettivi storici del partito”. “Auspicando di essere ascoltati, ci auguriamo dunque, di continuare come da sempre il nostro Movimento ha fatto, a condividere strategie comuni e sostenerle in modo concreto”, è la chiusura della lettera con le firme in calce.

Salvini ospite a Belve

“Ci stiamo ragionando” sulla candidatura di Vannacci, risponde Salvini durante l’intervista a Belve in onda questa sera. “Lei lo direbbe mai che le persone omosessuali non sono normali, ad esempio?”, chiede Francesca Fagnani. La risposta del vicepremier: “No, infatti ho detto che condivido le sue battaglie sulla libertà di pensiero ma per me uno può essere omosessuale, eterosessuale, transessuale, bisessuale, polisessuale; l’ultima delle mie intenzioni è entrare nella vita privata della persone”. Non si è parlato solo del generale. Ma anche del rapporto di amiciza con l’alleata-premier Giorgia Meloni. “La stiamo costruendo. Abbiamo cominciato a frequentarci anche fuori dalla politica. Ogni tanto la sera gioca a burraco con la mia fidanzata Francesca. Io no, perché sono due faine e odiano perdere. E io ho già un lavoro complicato di giorno, se devo incazzarmi anche di sera per il Burraco, no grazie”. E Umberto Bossi? Non si sentono “da troppo” tempo e “di questo mi dispiaccio, è una delle mie colpe…”, ammette. Lui però vuole andare avanti, continuare a fare il leader della Lega nonostante i malumori interni. “Io penso di avere ancora tanto da dare, ho voglia, idee, tempo, poi persone in gamba ce ne sono, ma li lascio aspettare un attimo”, dice il ministro ricordando che “entro l’autunno si farà il congresso, l’ultima roba che voglio è sembrare incollato alla poltrona”. Possibili sfidanti, nessuno si è fatto avanti? “Per ora no”, risponde Salvini.


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