Silvana De Mari, dopo la radiazione la condanna in Cassazione per la dottoressa omofoba: “Ha diffamato i gay”

La Cassazione lo conferma: erano diffamatorie le frasi contro i gay pronunciate da Silvana De Mari, l’ex dottoressa di recente radiata dall’Ordine dei medici dopo essere stata sospesa nel 2021, per essersi rifiutata di vaccinarsi contro il Covid. Anche scrittrice e blogger torinese, De Mari è stata più volte al centro delle cronache per le sue posizioni antiabortiste, omofobe e no vax.

 

Dopo la condanna in primo grado e in appello, la Cassazione ha rigettato il suo ricorso e confermato la sentenza di secondo grado per diffamazione. “Il movimento Lgbt sta diffondendo la pedofilia”, è la frase per cui è stata condannata, scritta sul suo blog il 16 gennaio 2017.

“È una pronuncia importante perché per la prima volta in Italia si afferma la possibilità per un’associazione di diritto privato, qual è il coordinamento Torino Pride laddove sia rappresentativa come il coordinamento, di agire in tutela delle lesioni all’onore e alla reputazione dei movimenti Lgbt”, spiega l’avvocato Niccolò Ferraris, che ha seguito la vicenda con il suo collega Gabriele Filippo. Al Torino Pride, con la condanna passata in giudicato, viene riconosciuto un risarcimento che il coordinamento devolverà alle altre realtà che lottano per diritti.

 

“Sabato al Pride festeggeremo questa importante sentenza seppur senza l’importante aggravante che ci sarebbe stata con una legge contro l’omo-lesbo-bi-trans-intersex-a-fobia”, spiegano dal coordinamento. E annunciano che i soldi saranno in parte devoluti a tre diverse realtà: “Li devolveremo al ToHousing, gestito dall’associazione Quore, che si occupa di persone lgbtqia+ senza fissa dimora perché – spesso – cacciate di casa dalle proprie famiglie, o recentemente fuggite dalla guerra in Ucraina, perché alla propaganda d’odio rispondiamo con l’accoglienza della comunità. E devolveremo alle compagne e compagni di Xr (Extinction Rebellion, ndr) e Non Una di Meno, come piccolo fondo per la copertura delle spese legali, perché a chi tenta di zittirci trovi in risposta la forza della rete, e infine, guardando lontano, alle realtà che organizzano i Pride in quei paesi dove è più difficile, perché sappiano che la nostra comunità non ha frontiere”.

 

Un altro epilogo sfavorevole per l’ex dottoressa per cui il 6 giugno è arrivata la comunicazione ufficiale della radiazione dall’albo che lei stessa ha annunciato sui social. “Ne sono fiera – aveva detto – perché il comportamento degli ordini è stato così disfunzionale durante quella che viene chiamata pandemia che è un onore esserne radiati”, dice. Oltre alle sue posizioni No vax, De Mari avrebbe diffuso ricette per curare il Covid a base di olio di fegato di merluzzo e vitamina C e avrebbe sostenuto che l’omoerotismo maschile fosse un fatto di rischio per la contrazione della malattia.


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