Spacciavano nell’appartamento lasciato vuoto dai vicini. Arrestate dai carabinieri 34 persone

Rifornivano tossici ma anche grossisti che smerciavano la cocaina sulla piazza di Torino e della cintura. Gestivano un giro di spaccio fiorente tenendo le redini di gran parte del processo, dall’approvvigionamento nel sud Italia alla vendita al minuto. I carabinieri della compagnia di Rivoli hanno smantellato l’organizzazione ricostruendo i ruoli dei componenti e le modalità di vendita e  trasporto, hanno acceso i riflettori su attività famigliari che coinvolgevano padri e figli o coppie di di fidanzati, incensurati ma considerati dalla procura  veri “professionisti” nel campo degli stupefacenti, tra Rivoli, Pianezza e Alpignano. Gli arresti, al termine delle indagini durate quasi un anno, tra settembre 2019 e dicembre 2020, sono 33. Sedici sono stati arrestati in flagrante nel corso delle indagini, diciassette sono stati arrestati invece su ordine di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura – Gruppo criminalità organizzata, comune e sicurezza urbana, altri 13 sono indagati a piede libero.

La droga circolava nei condomini, nascosta nelle parti comuni o, in un caso a Rivoli, nell’appartamento disabitato di vicini di casa che a un certo punto, forse accorgendosi che qualcuno aveva violato quello spazio privato, avevano messo un catenaccio alla porta rovinando i piani degli spacciatori. I carabinieri, che hanno seguito gli spostamenti dei pusher per un anno, hanno documentato almeno 44 cessioni di droga, quasi sempre cocaina ma anche marijuana e hashish, facendo emergere un giro d’affari consolidato. Nel corso degli arresti in flagranza portati a termine durante l’indagine sono stati sequestrati anche 13 chili di droga.


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