Studenti e professionisti assieme, a Torino il popolo del Festival dell’Economia

Studenti di economia, giuristi, ricercatori universitari, qualche politico ma anche qualche operaio. Il popolo del Festival dell’Economia di Torino è eterogeneo e numeroso — almeno a giudicare dalle sale nella giornata di sabato quasi sempre al completo — curioso di sentire i premi Nobel e gli altri economisti intervenuti a parlare sui temi più disparati come le politiche monetarie, l’inflazione, l’andamento dei mercati finanziari, persino di tassazione. Marco Tagliapietra, 61 anni, magazziniere, è arrivato da Treviso. In questi anni, dopo il lavoro, ha dedicato il suo tempo libero allo studio e si è laureato in economia e adesso ha trascinato la famiglia a Torino. Ha appena finito di seguire un incontro al Museo del Risorgimento con il filosofo Maurizio Ferraris e il rettore del Politecnico Guido Saracco, intitolato “Tecnosofia: globalizzazione, tecnologie e diseguaglianze”. «Mi interessano le dinamiche del commercio internazionale, i temi legati alla globalizzazione», racconta. Appoggiato alla parete c’è anche l’ex assessore alla Sanità della giunta Chiamparino, Antonio Saitta. Alexandra Bonamico, giurista, di Torino, siede invece in una delle ultime file della sala. «Sono molto interessata ai temi legati alle nuove tecnologie e alla loro regolamentazione — afferma — perché ancora siamo indietro. Un esempio? Se l’intelligenza artificiale crea dei danni, chi ne sarà responsabile?».

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, arriva al Festival dell'Economia, con Giuseppe Laterza e Innocenzo Cipolletta

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, arriva al Festival dell’Economia, con Giuseppe Laterza e Innocenzo Cipolletta (ansa)

Se gli italiani tra il pubblico sono la maggioranza, si incontra anche qualche straniero. Al Circolo dei lettori Michael Logiudice controlla il programma degli appuntamenti. È cresciuto in Canada e parla metà in inglese e metà in italiano. Ricercatore dell’Università Cattolica, spiega di aver seguito diversi incontri nella mattinata: «Erano tutti interessanti ma quello con l’economista Raj Chetty mi ha davvero colpito. Si è parlato di mobilità sociale e dell’importanza di far convivere ricchi e poveri e di far crescere insieme i bambini di diverse classi sociali, in modo che l’ascensore sociale riparta anche per i piccoli nati nelle famiglie meno abbienti». Michael è seduto su un divanetto in velluto davanti a una saletta dove si sta per presentare il libro “Il tesoro di Putin”, scritto dai giornalisti Gianluca Paolucci e Jacopo Jacoboni. Fuori si è formata una piccola fila. «Racconteremo — spiega Paolucci — della ricchezza sterminata a disposizione di un uomo politico potente. A Marina di Carrara, per esempio, si trova ora sotto sequestro un suo yacht, il Scheherazade, costato oltre 700 milioni».

Al Teatro Carignano si parla invece di migrazioni. Titolo dell’incontro “Come stanno le cose e cosa si può fare”. «Gli africani nei prossimi 50 anni raddoppieranno arrivando a essere 3miliardi ma probabilmente migreranno meno», racconta dal palco Giovanni Mastrobuoni, ricercatore del Collegio Carlo Alberto. Federica Cupelli, 26 anni, ascolta in platea: «Sono qui perché parlano esperti come l’ex ministra Lamorgese», spiega la dottoranda in economia. «Devo decidere il mio interesse di ricerca — prosegue — e le migrazioni potrebbero fare al caso mio». Fuori dal Carignano, ecco Matteo Bondesan, 32 anni, dottorando dell’ex ministra Elsa Fornero: «Questo festival è davvero molto bello — commenta — uno tra gli incontri più interessanti per me è stato quello con l’economista Monacelli sull’inflazione». Tema trattato da diversi ospiti, tra cui il direttore della Banca d’Italia Ignazio Visco, ieri tra i personaggi più attesi, insieme al premio Nobel Joshua Angrist che invece ha parlato al grattacielo di Intesa Sanpaolo di “Illusione delle élite”. Mandare i figli a studiare in scuole vip, è una scelta che non sempre paga.

 


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