Uber Eats lascia l’Italia: stop alle consegne dal 15 luglio 2023


Il colosso del trasporto automobilistico cesserà l’attività anche in Israele: “L’app ufficiale sarà utilizzabile per ordinare cibo a domicilio fino al 15 luglio 2023”

Tra un mese i tanti cittadini italiani che ogni giorno scelgono di ordinare cibo a domicilio dovranno fare a meno di uno dei principali servizi attivi nel nostro Paese, Uber Eats. L’ufficialità è arrivata oggi a sorpresa con una nota pubblicata sul sito ufficiale di Uber, il colosso del trasporto automobilistico privato che nel 2014 aveva lanciato a San Francisco anche il servizio di ordinazione e consegna di cibo online. 

La nota di Uber Eats

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“Il nostro viaggio con Uber Eats è iniziato a Milano nel 2016. Nel corso di questi sette anni abbiamo raggiunto oltre 60 città in tutte le regioni italiane, lavorando con migliaia di ristoranti partner che hanno potuto beneficiare dei nostri servizi per ampliare la loro clientela e le loro opportunità di business”, inizia così il messaggio firmato da Manuele de Mattia, che ha spiegato come nei sette anni di attività in Italia “migliaia di corrieri e delivery partner hanno avuto la possibilità di guadagnare attraverso la nostra app in modo facile e immediato”. 

I motivi dell’addio all’Italia

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La crescita di Uber Eats in Italia, spiega l’azienda, non è stata in linea con le aspettative necessarie a garantire un business sostenibile nel lungo periodo. Da qui la decisione di dire addio al nostro Paese: “Ecco perché oggi siamo tristi di annunciare che abbiamo preso la difficile decisione di interrompere le nostre operazioni di consegna di cibo in Italia tramite l’app Uber Eats”. 

Stop al servizio dal 15 luglio

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L’addio di Uber Eats all’Italia inizierà già nei prossimi giorni, ma l’app ufficiale sarà utilizzabile per ordinare cibo a domicilio fino al 15 luglio 2023, come confermato dal CEO di Uber Dara Khosrowshahi nell’annunciare che la stessa sorte toccherà anche a Uber Eats in Israele, per gli stessi motivi. Con la chiusura del servizio nel nostro Paese chiuderanno anche gli uffici che l’azienda aveva aperto in Italia, con la conseguente procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti, una quarantina di persone secondo quanto riferito dal sindacato di base dei rider Deliverance Milano, quasi tutti operativi a Milano. I fattorini che fino ad oggi lavoravano con Uber Eats, invece, restano sprovvisti di tutela dal licenziamento e di ogni copertura sociale.

L’accordo europeo per le tutele per i rider

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Il passo indietro della multinazionale arriva a pochi giorni dall’accordo raggiunto tra i Ministri del Lavoro dell’Unione Europea su una proposta per il miglioramento delle condizioni nel lavoro tramite le piattaforme digitali, generalmente svolto in regime di collaborazione autonoma a ritenuta d’acconto o in Partita IVA.




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