Under 20, le pagelle: Casadei è quasi da perfezione: 9,5. Baldanzi 8,5


Nella squadra allenata da Carmine Nunziata tanti volti alti: per Pafundi, autore della punizione contro la Corea che ci ha portati in finale, un bel 7,5

Pietro Scognamiglio

DESPLANCHES

7

di La parata da copertina la piazza con la Corea del Sud. Bravo a rimanere sveglio anche quando è stato poco sollecitato. Una sicurezza, come già dimostrato a Trento nella seconda parte della stagione di C.

Il soldatino della corsia difensiva di destra, sempre affidabile nei meccanismi della linea e negli uno contro uno: ha sofferto solo con la Corea, nel finale, fisiologica stanchezza.

Quando non c’è stato per squalifica, contro l’Inghilterra, la sua mancanza si è sentita. Presidia bene la sua area ma ha senso dell’anticipo alto e pensiero verticale. Dalla retrocessione in D col Mantova (ha perso i playout di C) alla vetta del mondo. Che storia.

Entra col Brasile e un po’ balla, poi si fa superare sul gol di Devine con l’Inghilterra, nell’unica da titolare. Non è facile partire da riserva, ma si fa trovare sempre pronto.

Meno appariscente di Ghilardi, con cui forma però una coppia perfetta. Senso della posizione e timing perfetto nei movimenti della linea, ecco perché piace a Maurizio Sarri.

Terzino sinistro che sa adattarsi pure a destra, spinta costante e mai scriteriata: ha messo la firma sulla costruzione di due gol, il primo contro il Brasile e quello (decisivo) di Casadei contro la Corea. Potrebbe essere il prossimo della Juventus Next Gen a fare il salto tra i grandi.

Ha scritto la prima pagina della favola azzurra d’argentina, infilando subito il Brasile su spizzata di Casadei. La Spal, lanciandolo in B in un’annata sventurata, ha regalato a questa Italia un centrocampista moderno: mezzala per caratteristiche, ma con l’intelligenza per muoversi anche da play atipico. Ha fatto innamorare calcisticamente Nunziata, ex centrocampista, come gli era già capitato a Ferrara con De Rossi e Nainggolan. Non è un caso.

Titolare fino all’Inghilterra, poi frenato da un affaticamento. Vertice basso con una maturità tattica che va oltre i suoi 18 anni. La Roma ha rinunciato a lui e Pisilli per i playoff Primavera, pur di non tarpargli le ali azzurre.

Quanto valgono, adesso, quei 15 milioni (più bonus) spesi dal Chelsea un’estate fa? Mezzala totale, fisico e senso dell’inserimento, devastante nell’area avversaria al punto da diventare capocannoniere del Mondiale con un fatturato da record italiano (7 gol). Magari non al Chelsea e con un altro prestito, ma lo aspetta a braccia aperte la Premier per la consacrazione definitiva.

Salta l’esordio col Brasile essendo atterrato da poche ore, poi si riprende la fascia da capitano e domina da titolare la catena di sinistra: a seconda dei casi, anche all’interno della stessa partita, terzino di costruzione (come l’ha sempre visto Nunziata), ma anche mezzala di letture e sostanza (quello che ha imparato ad Ascoli). Giocatore totale, a 20 anni.

Anche lui cambio prezioso, nei suoi ingressi dalla panchina (anche con buon minutaggio) si è sempre saputo ambientare nella partita. A 18 anni, tutt’altro che scontato.

Dopo quasi 30 partite (e 4 gol) in Serie A, ha un altro passo e un’altra fiducia nelle giocate rispetto ai coetanei. Due gol e due assist, sinistro di velluto e forza nelle gambe da trequartista moderno.

L’arcobaleno vincente disegnato contro la Corea rimarrà negli highlights, testimonianza di classe purissima. È il più piccolo di tutti con i suoi 17 anni, ma l’unico ad avere assaggiato la nazionale maggiore. Alti (altissimi) e bassi, con la sostituzione contro la Repubblica Dominicana e poi un paio di partite viste dalla panchina.

Un gol e un assist contro la Repubblica Dominicana, poi la punizione vincente conquistata (e trasformata in sogno da Pafundi) contro la Corea del Sud. Quando non ha il pallone, sgomita e rincorre: se l’Italia ha potuto giocare con due punte pure, molti meriti sono stati del suo lavoro.

Il gol di tacco alla Colombia è un capolavoro, tra l’altro per lui non inedito. Sotto età rispetto alla maggioranza dei compagni, il terzo della dinastia – come ha già dimostrato nella Primavera dell’Inter – si conferma centravanti moderno e con ampi margini di miglioramento.

Primo cambio della coppia d’attacco, contro la Repubblica Dominicana gli viene annullato un gol bellissimo. Finalizzatore puro, ogni volta che entra colpisce per la facilità con cui cerca la porta.

ZACCHI, SASSI, DEGLI INNOCENTI, PISILLI, FIUMANÒ

S.V.


Source link