Zucchero su Sanremo: “Allucinante, ha straccato i maroni”

Durante la presentazione del suo nuovo tour, Zucchero ha detto la sua sul Festival. E su Putin: “Non suonerei mai per lui”

In un’intervista sul suo nuovo tour che infiammerà i palchi di tutto il mondo, l’Overdose d’Amore World Wide Tour partito da Londra, Zucchero Fornaciari si è lasciato andare a qualche pungente dichiarazione sul Festival di Sanremo. “Lo trovo allucinante, ha veramente straccato i maroni“, ha detto il bluesman emiliano, senza troppi giri di parole. Poi, le confessioni riguardo la situazione geopolitica attuale.

zucchero e sanremo

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Il rapporto tra Zucchero e il Festival di Sanremo è ricco di aneddoti. Diverse le partecipazioni, tutte negli anni ’80, con piazzamenti non proprio esaltanti: penultimo con Una notte che vola via nel 1982, e a fondo classifica con Nuvola l’anno successivo. Finì nuovamente al penultimo posto nel 1985, con Donne, che però divenne un fenomeno musicale nonostante l’accoglienza fredda di critica e giuria; poi, nel 1986, l’ultima partecipazione col brano Canzone triste, piazzatosi in ventunesima e penultima posizione. E così, quando i giornalisti gli hanno chiesto del festival della canzone italiana, il cantante non ha risparmiato critiche. “A Sanremo sono io che ho sempre detto che non so se ci andrei. Quest’anno l’ho visto a pezzettini… ma veramente ha straccato i maroni!”. Poi, l’affondo: “Se ci andrei? Ma a far cosa? È l’unico Paese al mondo dove c’è ancora la gara come i cavalli da soma. C’è ancora chi vince e chi perde su delle canzoni. Io lo trovo allucinante, ma piace al popolo. Siamo rimasti ai tempi degli antichi romani“, ha chiosato, dimenticando forse l’esistenza dell’Eurovision Song Contest.

l’analisi politica

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Passando all’attualità, Zucchero non ha risparmiato considerazioni amare. “In Russia? Io ci andavo volentieri a suonare. I russi, fin dal tempo del mio concerto al Cremlino nel 1990, erano un popolo molto attento, che ama l’arte e la cultura. Ho sempre avuto da loro delle reazioni molto buone per il mio lavoro”. Ma oggi è tutto cambiato. “Non ci siamo mai più andati, e anche se fossi invitato ora non ci andrei. Ma lì si apre un discorso enorme, perché ora non andrei neanche da Netanyahu, e neanche da Trump. Il cerchio si restringe”.




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